Emilia Romagna

Valle della Canna, sospesa la caccia nel raggio di 3 Km

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Ieri il Parco del Delta del Po ha comunicato di aver sospeso ogni forma di caccia in un raggio di 3 km dal perimetro dell’area interessata dalla moria di uccelli causata dell’intossicazione da tossina botulinica di tipo C, verificatasi la scorsa settimana in Valle della Canna.

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Sospensione per evitare un prelievo eccessivo

Nella nota con cui ha comunicato la sospensione, il Parco ha ricordato che “nell’area interessata dal fenomeno l’attività venatoria non è mai consentita, a differenza delle zone contigue. Tale provvedimento, assunto anche dalla Regione Emilia-Romagna per le aree di competenza, risponde a un triplice obiettivo: in primis, permette consentire la permanenza degli uccelli in acque non contaminate, evitando la migrazione dalla zone contigue all’area di criticità. In secondo luogo, evita il potenziale abbattimento a un numero consistente di esemplari sani che, presumibilmente, a fronte dell’anomala presenza umana nell’area interna della Valle per la rimozione delle carcasse, si sono spostati nelle zone contigue ove vi è minor disturbo; infine, tale provvedimento è motivato dalla necessità di non causare un’eccessiva pressione sulle specie già interessate dalla moria.

La sospensione dell’attività venatoria è immediatamente in vigore nelle AC (aree contigue) del Sub comprensorio n.4 “Ravenna- Alfonsine- Cervia” denominato PP Ravenna, in un raggio di 3 km dal perimetro della Valle Mandriole, e resterà valida fino a specifica revoca.

Azione straordinarie per il ricambio delle acque

Inoltre, il Parco del Delta del Po ha fatto sapere che tale provvedimento è stato “condiviso con ISPRA e con tutti gli enti competenti che si sono attivati immediatamente a partire dalla segnalazione del Comune di Ravenna e l’immediata convocazione del tavolo emergenziale di giovedì 3 ottobre. Il Comune nel frattempo, insieme a tutti gli enti competenti, ha favorito azioni straordinarie per il ricambio delle acque della valle in maniera rapida e per fornire così ossigeno all’area e limitare la proliferazione del botulino con l’auspicio di uscire dall’emergenza”.

Pompignoli (Lega): “Decisione assurda”

Il Consigliere regionale della Lega, Massimiliano Pompignoli, ha commentato così la decisione: “Non ci sono parole per commentare la decisione assunta dall’Ente Parco in sintonia con la Regione Emilia-Romagna di vietare la caccia in un raggio di tre km dal perimetro dell’area colpita dalla moria di anatidi. Invece di accertare le negligenze e le responsabilità di questa mattanza e di ringraziare tutti quei cacciatori che in questi giorni sono intervenuti, volontariamente, per rimuovere le carcasse e contribuire al ripristino della salubrità della Valle, la Regione e l’Ente Parco hanno ben pensato di ‘scaricare’ le conseguenze di questo disastro annunciato proprio su chi non ha responsabilità perché non coinvolto nella gestione dell’area.”

Pompignoli ha aggiunto: “Se la Valle fosse stata gestita, come in passato, dai nostri cacciatori, tutto questo non si sarebbe verificato. E il motivo è semplice. La caccia è tutela della fauna selvatica ma anche passione, volontariato e profondo senso civico. A tutti quei cacciatori che stanno dando una mano per salvare il salvabile in una drammatica lotta contro il tempo si dovrebbe dire grazie se non di più. Con la decisione di interdire la caccia nel raggio di tre km dal perimetro contaminato, invece, si è presa la direzione opposta, punendo chi non ha responsabilità nel disastro ambientale della Valle della Canna e relegando i cacciatori in un’area insufficiente e pericolosa dal punto di vista dell’incidenza numerica.

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