Veneto

Veneto prorogata validità del vecchio PFVR, si lavora sul nuovo

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Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato, con 30 voti a favore e 15 contrari, la proroga al 10 febbraio 2017 della validità del Piano Faunistico Venatorio Regionale 2007/2012.

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La proroga – si legge in una nota dell’onorevole Sergio Berlatosi è resa necessaria per permettere alla Giunta regionale, nei prossimi mesi, di presentare la nuova proposta di Piano Faunistico Venatorio Regionale che partirà dal Piano attualmente in vigore e che lo aggiornerà, apportandone, laddove necessario, le opportune correzioni migliorative.”

Nell’agosto 2014 la passata Giunta Regionale aveva presentato il nuovo Piano Faunistico che però non era stato approvato dal Consiglio regionale entro il termine della legislatura, in merito Sergio Berlato ha chiarito: “la vecchia proposta adottata dalla passata Giunta in data 26 agosto 2014 e’ fortunatamente decaduta- ha commentato Sergio Berlato – considerando che la stessa aveva ricevuto ben 703 richieste di modifica da parte di 114 soggetti interessati, segno inequivocabile che quella proposta era una vera e propria schifezza. Adesso avremo modo di lavorare ad una nuova proposta che possa fornire strumenti adeguati per garantire una corretta gestione del patrimonio faunistico ed ambientale a garanzia di tutte le categorie economiche e sociali interessate”.

Critiche le opposizioni. “Si tratta – ha dichiarato il democratico Graziano Azzalin, vicepresidente della Commissione Caccia e correlatore del provvedimento – dell’ennesima proroga all’ormai vecchio Piano Faunistico Venatorio, che vanifica gran parte del lavoro fatto fino ad oggi per elaborare un nuovo Piano aggiornato. Ed espone il Veneto ad impugnazioni perché la Regione prolunga la durata di un provvedimento ormai superato sul piano scientifico e in infrazione delle direttive europee”. Azzalin ha evidenziato come “nella passata legislatura, per preparare il nuovo Piano, sono stati spesi tanti soldi pubblici in consulenze e studi preparatori: ben 183.000 euro, ai quali vanno aggiunti i costi del lavoro degli uffici regionali. Tutte risorse e tempo che ora, con questa proroga, vengono gettati alle ortiche”.

Per il democratico Andrea Zanoni, vice presidente della Commissione Ambiente, presentatore di un emendamento che è stato respinto e che prevedeva di inserire nella proroga una finestra temporale di 30 giorni, utile ai possessori e ai conduttori di terreni che ne avessero il diritto, per chiedere il divieto di caccia nei terreni di proprietà. “Di fatto, – han sottolineato Zanoni – con questa proroga, si nega ulteriormente un diritto sacrosanto, sancito dalla legge nazionale sulla caccia

Fonte: consiglioveneto.it

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