Toscana

1000 cacciatori toscani hanno protestato contro la legge obiettivo. Ora si attende una risposta dalla Regione

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Oltre 1000 cacciatori toscani sabato scorso, 11 settembre, si sono dati appuntamento a Firenze, sotto il palazzo della Regione, per partecipare alla manifestazione di protesta organizzata dal gruppo Squadre toscane di caccia al cinghiale in battuta.

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La manifestazione, che ha trovato l’appoggio di varie associazioni venatorie (CPA, Enalcaccia, Libera Caccia, URCA), è stato solo l’ultimo passo di un percorso di protesta nato mesi fa, a seguito della messa in vigore della legge regionale per il contenimento degli ungulati, la cosiddetta Legge Obbiettivo.

Secondo i manifestanti tale legge, oltre a risultare inefficace nel diminuire la quantità di ungulati, mette in discussione la storia, la cultura e la tradizione di una caccia profondamente radicata sul territorio toscano, qual’è la caccia al cinghiale in battuta, che invece dovrebbe essere il principale strumento per il contenimento degli ungulati.

Già nel marzo scorso le Squadre toscane con un documento prodotto in occasione dell’assemblea svoltasi a Colle Val d’Elsa (SI) e sottoscritto da 251 Squadre in rappresentanza di circa 16.000 cacciatori, avevano chiesto alla Regione delle sostanziali modifiche alla legge. Non avendo ricevuto alcuna risposta e avendo constatato che il sentimento di protesta verso la legge obbiettivo si era esteso anche in chi caccia Caprioli e Cervi in selezione, le Squadre Toscane di caccia al cinghiale hanno deciso di scendere in piazza.

Ora, dopo la riuscita della manifestazione, attendono una risposta da parte della Regione, un’apertura di un tavolo di confronto per la rivisitazione della legge. Risposta che se non dovesse arrivare potrebbe portare ad uno sciopero delle Squadre che potrebbe avere gravi ripercussioni sul sistema agricolo Toscano.

Di seguito vi riportiamo alcune foto della manifestazione e il resoconto fatto da Alberto Caroli, uno degli organizzatori.

Buongiorno, la manifestazione di sabato è riuscita, con una bella affluenza di cacciatori nonostante il boicottaggio di tanti. Eravamo circa mille in piazza e, sinceramente, tanti arrabbiati con questa nuova legge che ormai penalizza tutto il settore degli ungulati. Non è più solo un problema di cinghiale ma si è allargato anche a quello di capriolo e cervo

Questa legge non va bene, va rivista con molta serietà da parte di tutti, Cacciatori e Agricoltori. Bisogna assolutamente rimettersi intorno ad un tavolo e parlare di come veramente risolvere il problema degli ungulati in senso generale. Ma nel frattempo nasce, come al solito succede in Italia, la guerra dei numeri, alcuni dicono 1000 alcuni dicono 10000 e sinceramente così si riesce a capire ben poco.

A nostro avviso la caccia di selezione al cinghiale può essere svolta ma in zone limitate, non si può fare cartine delle aree vocate e non vocate solo dietro un tavolino. Per capirci meglio, come riportato anche alla manifestazione, ci sono realtà che non si possono andare a penalizzare, tipo il comune della Rufina: i Ragazzi del cinghiale della Rufina negli anni sono riusciti a fare un capolavoro di prevenzione con tutte le vigne del Marchese Frescobaldi e ci sono 1.500 euro di danni all’anno è veramente poco. Ora viste le prime bozze girate delle aree vocate e non vocate, il comune della Rufina si troverebbe con circa il 50% del territorio che da vocato passerebbe non vocato, è assurdo! Tutti parlano di meritocrazia ma vedo con rammarico che si continua con scelte fatte solo a tavolino.

Se esistono problemi reali nessuno di noi si è mai tirato indietro per cercare di risolverli ma con questa legge le squadre vengono messe in secondo piano e non possono più intervenire. A proposito, vorrei anche dire, visto tutta la confusione creata quest’anno con questa legge, sulla gestione degli ungulati la regione non può e ripeto non può scaricare le proprie responsabilità sui bilanci degli ATC facendogli pagare i danni. Gli ATC, come le squadre, sono stati messi in grossa difficoltà ed è per questo che si chiede che la regione intervenga sul pagamento dei danni 2016.

Sul territorio si potranno effettuare tutte le forme di caccia, ma con rispetto reciproco: i selecontrollori nelle loro zone e le squadre nelle proprie. Ma se all’interno di una zona ci sono troppi cinghiali bisogna far intervenire le squadre, se si vuole risolvere il problema, non i singoli, perché non riusciranno mai i singoli ad effettuare prelievi come le squadre. E’ normale e penso che sia semplice da capire.

Alla manifestazione ci sono stati anche due interventi per la caccia di selezione di Maurizio Rangoni del Chianti e di Carlo Ballerini, Presidente regionale dell’URCA. Anche in questo settore i problemi esistono e così con l’ andare del tempo aumenteranno ancora. Piani di abbattimento aumentati anche del 90%, è impossibile gestire così. È stato riportato l’esempio del distretto GREVE 2: piano 2015/16, capi in prelievo 208, prelevati 157; quest’anno primo piano di prelievo 218, portato successivamente a 414. A me devono spiegare come intendono arrivare a fare un prelievo del genere, quando nell’anno precedente ne sono stati presi 157 e l’ anno successivo si chiede un prelievo di 414. Non è possibile.

Ormai la legge obiettivo è criticata da tutti e visto ciò, non è meglio mettersi intorno ad un tavolo a discutere come poter intervenire seriamente? Dando anche e giustamente risposte al mondo agricolo? Penso che con la buona volontà di tutti si possa trovare una soluzione, se poi ognuno rimane sulle sue posizioni penso che vada a finire in una grandissima confusione generale.

Per ultimo, sempre studiata a tavolino ma senza una reale esigenza si è visto aumentare la quota per la mobilità venatoria portata da 35 a 150, è ridicolo! Sapete quanti fuori regione inizieranno a pensare di abbandonare la toscana per altre zone? Tantissimi, noi lo vediamo sul web dei gruppi Facebook. E a seguito di queste scelte qualcuno è riuscito a valutare anche il mancato introito per l’ economia toscana di tanti agriturismi?

Continuo a ribadire che serve un po’ di riflessioni serie e trovare compromessi seri per tutti , questo è il mio modesto parere. Il nostro motto comunque è AVANTI TUTTA

Alberto Caroli

Photo Credit Paolo Nardini

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