Fauna e Ambiente

ACMA, un aggiornamento sull’utilizzo dei richiami vivi

L’Associazione Cacciatori Migratori Acquatici (ACMA) ha pubblicato un aggiornamento sul divieto di utilizzo nell’attività venatoria dei richiami vivi appartenenti agli ordini degli anseriformi e caradriformi, che è in vigore su tutto il territorio nazionale dallo scorso 31 dicembre. Come riportato da ACMA il via libera per l’utilizzo sembrava essere vicino, ma un nuovo focolaio di aviaria scoppiato in provincia di Pavia ha fatto slittare i tempi.

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Di seguito la nota integrale.

Come tutti i cacciatori di acquatici, siamo in tensione nell’attesa che il Ministero della Salute sblocchi il divieto di uso dei richiami vivi. L’Acma-FIdC, come da sempre dal 2005 ad oggi, continua a lavorare per raccogliere informazioni e in particolare per giungere all’ottenimento dell’uso dei richiami vivi nei periodi in cui si verificano problemi, come quello in cui ci troviamo ormai dal 31 dicembre scorso. Siamo in grado di darvi le ultimissime notizie.

Il Ministero aveva previsto di uscire ai primi di agosto con la nuova deroga e fremevamo in attesa di poter dare la notizia ufficiale, ma proprio il giorno 2 del mese si è verificato un focolaio che ha scombussolato tutti i piani. Infatti in un laghetto a Pavia sono state trovate alcune anatre affette dal virus dell’aviaria ad alta patogenicità. Si stanno facendo indagini epidemiologiche per capire come possano aver contratto il virus. Pertanto bisogna attendere i previsti 20 giorni di sospensione per qualsiasi attività che coinvolga i volatili.

Se non succederà nulla in questo frangente riteniamo che l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale per le Venezie potrà dare al Ministero della Salute parere favorevole all’uso dei richiami vivi.  Il lavoro dell’Acma-FIdC continua e non mancheremo di tenervi informati.

ACMA

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