Alimentazione del cane da caccia

L’alimentazione del cane da caccia, questa “sconosciuta”

Articolo a cura del Medico Veterinario Dr. Francesco Putini


Innanzitutto, quando ci poniamo il problema “cosa” dar da mangiare al nostro cane, dal mio punto di vista, si deve fare una scelta “filosofica”, e cioè scegliere tra un’alimentazione casalinga cucinata solo per loro ed una industriale (croccantini e\o scatolette). Ovviamente senza prescindere dal tipo di vita ed attività fisica che farà.

Alimentazione casalinga Vs Alimentazione industriale

Quando ho iniziato la professione gli alimenti industriali erano solo di bassissima qualità, venduti principalmente nella grande distribuzione e spesso davano problemi agli animali. Io stesso proponevo l’alimentazione casalinga, sconsigliando quella industriale.

Con l’avvento sul mercato all’inizio degli anni ’90 delle ditte “premium” e “superpremium” e con l’aumento esponenziale dei negozi specifici per i Pets, che facilitano l’acquisto, questo punto di vista, condiviso con la maggioranza dei veterinari, è drasticamente cambiato. Così come sono cambiate le esigenze dei proprietari, sempre meno disposti a cucinare pappe al cane (visto che piano piano non si cucina più nemmeno per noi).

Fermo restando che, con le conoscenze specifiche di un Veterinario che vi consigli, anche l’alimentazione casalinga può essere valida, sempre che si seguano le regole di base nella componentistica dei vari alimenti forniti, e cioè la presenza, in dosi e rapporti che variano per età, peso, stato di forma ed altro, delle componenti principali di ogni alimentazione: proteine, zuccheri e fibra con l’integrazione specifica di vitamine e sali minerali.

Alimentazione per un atleta

Parlando di alimentazione del cane da caccia non si può prescindere da una panoramica sull’alimentazione di un cane atleta, necessariamente diversissima da quella dei soggetti che fanno una vita casalinga. Le passeggiate per fare i bisogni e\o l’oretta al parco, non sono attività sportiva per i cani, così come non va considerato un cane da sostenere con l’alimentazione quel soggetto la cui attività venatoria si riduce a una scampagnata di due ore la domenica.

I cani atleti sono quelli che a caccia escono più volte a settimana e per giornate intere, con ogni tempo. E per questi si dovranno, durante la stagione venatoria, avere degli accorgimenti che adattino la dieta all’aumentato fabbisogno energetico. Per non andare incontro a stati carenziali che pur non mettendo in pericolo la vita nell’immediato, possono di sicuro provocare delle problematiche che a lungo andare contribuiranno a ridurre la “durata” del nostro ausiliare.

Come modificare l’alimentazione nel periodo di caccia

Quindi per questi cani atleti nella prima parte della stagione basterà aumentare di un 20\30% la quota di alimento secco giornaliero (se si somministrano alimenti industriali) e di una simile percentuale nelle tre componenti-base (proteine-zuccheri-fibra) ed integratori se si usa una alimentazione casalinga.

Invece, quando la stagione si fa inoltrata ed il freddo induce l’organismo ad un maggiore “consumo” (insieme magari ad uscite più frequenti) sarà il caso di passare, per le diete industriali, agli alimenti “high activity” o sinonimi ben dosati senza aggiungere eccessi quantitativi  (non dobbiamo “ingolfare” il motore…) arrivando ad aggiungere nel periodo clou per intensità di lavoro o freddo 20\30 ml di olio vegetale (oliva, soia, girasole, mais, non oli di semi vari ma per motivi che prescindono questa trattazione) oppure 50 grammi di grasso animale il giorno della cacciata. Questo perché i cani producono energia con molta facilità dai grassi più che dagli zuccheri composti oltre che dalle proteine (ed io sono contrario agli eccessi di proteine nella dieta, componenti che sovraccaricano di lavoro il rene, l’organo che più si “usura” col tempo nei carnivori).

Per i cani invece che seguono una dieta casalinga, il discorso è parecchio più complesso: raramente le diete “fai da te” risultano, anche solo parzialmente, bilanciate. Ed allora il consiglio è di studiare col vostro veterinario una dieta specifica per i vari periodi dell’anno.

Lo snack

Quando poi la giornata di lavoro è decisamente lunga (ma in generale quando le ore di lavoro sono tante), esattamente come facciamo per noi, sarà bene prevedere un (gradito!!!) snack per il nostro ausiliare. Possiamo svariare dai pasti liofilizzati presenti in commercio, da ricostituire con un poco di acqua, fino al pezzo di grasso di prosciutto che portavo e porto con me da sempre se la giornata di caccia è lunga e difficile.

Croccantini e scatolette, quindi? o il vecchio pappone?

Come ho detto, è una scelta filosofica (alternarle è per me sconsigliato, si creano dismicrobismi intestinali che comunque possono dare problemi) da perseguire con il consiglio del vostro veterinario di fiducia, l’importante è che sempre comunque due siano i pasti e somministrati con consapevolezza ed amore, questo il sentimento che per LORO sarà sempre immenso nei nostri confronti.

Dr. Francesco Putini

Scritto da Francesco Putini

Francesco Putini
Medico Veterinario e Direttore sanitario dell'ambulatorio "Riano", da anni è anche responsabile di allevamenti di ungulati, di volatili selvatici e di cani da caccia. Come consulente scientifico veterinario ha partecipato a trasmissioni televisive e scritto svariati articoli di interesse veterinario.

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