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Approvato il Piano di gestione nazionale della Tortora

Finalmente la Tortora selvatica sarà salvaguardata con un Piano di gestione nazionale. Fra le misure principali, i miglioramenti ambientali e una rendicontazione tempestiva dei prelievi

Il 2 marzo la Conferenza Stato Regioni ha approvato il Piano di gestione nazionale della Tortora selvatica. Finalmente! È proprio il caso di dirlo, visto che sono passati ormai diversi anni da quando in Europa si è iniziato a discutere sulla necessità di gestire la specie attraverso piani nazionali e internazionali. Una specie, va ricordato, la cui popolazione è in calo da tempo e la cui salvaguardia è direttamente connessa alla protezione e al miglioramento degli habitat tipici e a un oculato prelievo venatorio.

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Cosa era successo lo scorso anno

Com’è andata la scorsa stagione venatoria lo sappiamo tutti: l’assenza di un Piano di gestione nazionale, pronto da mesi ma mai portato all’approvazione, aveva causato il blocco del prelievo della Tortora praticamente su tutto il territorio nazionale, nonostante la Commissione Europea avesse chiaramente indicato che sulla rotta migratoria centro orientale il prelievo potesse essere effettuato applicando specifiche limitazioni, e nonostante diverse regioni avessero predisposto norme ad hoc per uniformarsi alle indicazioni europee.

Così, in questi mesi è continuato il pressing delle associazioni venatorie su Regioni e Ministeri competenti, quello della Transizione Ecologica e quello delle Politiche agricole. Un pressing che ha portato all’inserimento nel Piano delle indicazioni europee sul prelievo adattativo e in fine all’approvazione.

Il lungo iter d’approvazione

A diffondere la notizia dell’approvazione è stato Mirco Carloni, Assessore alla caccia delle Marche, una delle regioni che la scorso stagione più si è spesa per mantenere aperto il prelievo della tortora.

Carloni ha spiegato: “L’approvazione giunge dopo un lunghissimo iter che prosegue ininterrottamente da settembre 2021, dopo che si sono susseguiti innumerevoli emendamenti eseguiti dal coordinamento della Commissione Politiche Agricole, che raggruppa tutti gli assessori all’Agricoltura ed alla caccia delle varie Regioni e proposti all’ISPRA ed al MITE. La direzione generale del MITE ha accolto le proposte fatte dalle Regioni in data 20 gennaio 2022, trasmettendo il piano in data 2 febbraio per poter ricevere una valutazione in sede tecnica e successivamente a quella di carattere politico, ricevendo infine il parere favorevole della Commissione Politiche Agricole prima e del coordinamento ambiente poi.”

Così si è arrivati all’approvazione ed ora si attende soltanto che il Ministero invia il Piano definitivo alle Regioni.

È mia ferma intenzione inserire la Tortora Selvatica tra le specie cacciabili, sin dalla data di preapertura, per la stagione venatoria 2022/23 – ha sottolineato Carloni. Resta chiaro che per poter cacciare la Tortora Selvatica sarà necessario dare seguito a tutte le azioni richieste e già programmate a livello temporale, all’interno del Piano Nazionale della Gestione della Tortora Selvatica.

Cosa prevede il Piano di gestione nazionale della Tortora

Il testo ufficiale del Piano non è ancora stato diffuso, ma le azioni principali sono già note. Un ruolo fondamentale lo avranno i miglioramenti ambientali a favore della specie che le regioni dovranno attuare e rendicontare. Se non soddisfaranno i requisiti del piano, il prelievo non potrà essere autorizzato.

Cruciale sarà anche la rendicontazione degli abbattimenti che dovrà avvenire con velocità e in modo puntuale, per soddisfare tutte quei requisiti di gestione adattativa del prelievo che sono raccomandati in sede europea dal “Turtle Dove Adaptive Harvest Management Mechanism“. Anche qui spetterà alle regioni definire le modalità di rendicontazione.

Importante anche l’istituzione di un tavolo tecnico che ogni anno, riunendo funzionari del MITE e del MIPAF, ricercatori di ISPRA, rappresentanti delle regioni e delle associazioni venatorie, agricole e ambientaliste, valuterà il reale stato di applicazione del Piano e potrà adottare eventuali correttivi e integrazioni.

Venendo al prelievo venatorio, sarà consentito per un massimo di 3 giornate di preapertura, con carnieri che, stando alle ultime versioni note del Piano, dovrebbero essere massimo di 5 capi giornalieri e 15 stagionali, con un limite agli abbattimenti totali che non potranno superare la metà di quelli effettuati in media negli ultimi 5 anni. Per averne certezza, comunque, dovremmo aspettare la diffusione del testo ufficiale, che avverrà nelle prossime settimane, e vedere come sarà interpretato dalle singole regioni.

Nel video qui sotto Michele Sorrenti, tecnico faunistico dell’Ufficio Avifauna Migratoria di FIdC, approfondisce alcuni aspetti del Piano di gestione nazionale della tortora.

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Un Commento

  1. Se non Fate leggi Europee e Africane a tutela della Tortora E non limitate i VIAGGI ALL’ESTERO a 1 (UNO) solo annuo per cacciatore NON RISOLVERETE NULLA X LA TORTORA E PER LA MIGRATORIA. Alfredo Muffi

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