cucciolo di cane da caccia

Arriva un nuovo cucciolo di cane da caccia, ecco cosa fare e cosa non fare!

Noi sogniamo già le sue ferme statuarie o i suoi riporti impeccabili, i nostri figli sono eccitatissimi e si dicono pronti ad ogni forma di aiuto (anche se poi con il tempo, probabilmente, ce ne dovremo occupare da soli…) e le mogli sbuffano ma in cuor loro sorridono perché sanno quanto un cane sia complemento della nostra passione che, comunque, condividono.


L’arrivo in casa di un nuovo cucciolo di cane da caccia è sempre un evento per tutta la famiglia e che sia il primo o l’ennesimo poco importa, alcuni aspetti sono comunque fondamentali e vanno affrontati in modo corretto. Proprio per questo ho deciso di inaugurare questa collaborazione col sito IoCaccio.it trattando il tema dell’arrivo di un nuovo cucciolo (è ovvio che se è un nuovo componente di un canile o di un branco le cose che dirò vanno adattate alla diversa “sistemazione”).

La scelta

Abbiamo scelto il posto dove dormirà, preso le sue ciotole (già qui un consiglio: evitare assolutamente la plastica, meglio il metallo o la ceramica perché sono anallergici e si evita che vengano rosicchiate) e scelto la razza.

Ecco, per ciò che riguarda la razza c’è da dire che la scelta del cucciolo non deve essere fatta solo “di cuore“. Pretendere che uno spinone copra il terreno che coprono i trailers è utopico, così come pensare che un “inglese” o un “tedesco” caccino sempre a vista come, più o meno, fanno bretons e bracchi italiani. Dovremo sceglierlo adatto al lavoro che gli chiederemo di svolgere, all’ambiente dove vivrà, solo in casa o anche con un giardino a disposizione, se cacceremo in montagna o pianura, con climi temperati o gelidi.

Dove acquistarlo/adottarlo e cosa controllare

Io eviterei, per una grande serie di motivazioni, l’acquisto di un cane in un negozio. Se lo adottiamo da una cucciolata fatta fare ai cani di amici o conoscenti va bene, ci assumiamo i rischi di un fallimento dovuto ad una selezione non accurata, ma se lo compriamo da un allevatore dobbiamo verificare ed esigere alcune cose. Vedere i genitori, analizzare come si comporta socialmente quello che abbiamo scelto mentre sta con mamma e fratelli (ed umani….) e, addirittura, vedere i fratellastri più grandi (quindi in genere è bene scegliere allevamenti certificati, dove di sicuro i cani vanno a caccia,dove si rispettano adeguati standards di salubrità e zootecnici….).

Dobbiamo pretendere certificazioni ufficiali che accertino, nelle razze più a rischio, che i genitori, ma anche i nonni, siano esenti dalle malattie genetiche presenti nella razza e poi mai prenderlo prima dei 60 e meglio 90 giorni di vita, periodo in cui ,con mamma e fratelli, imparano i rudimenti della socializzazione (quelli molto dominanti, che sottomettono i fratelli di continuo, li lascerei all’allevatore…). Verificare che abbia fatto tutte le profilassi necessarie fino a quel momento, certificate da un veterinario e, possibilmente, che abbia già il microchip inserito e registrato all’Anagrafe Canina e all’Enci per il pedigree.

Parola d’ordine: interagire!

Da subito dovremo essere partecipi della sua vita: il gioco, il pasto, il momento dei bisogni, tutto dovrà esser fatto con noi, dobbiamo abituarlo alla nostra presenza, chiamandolo e premiandolo per le cose che ci soddisfano ma, anche, rimproverandolo nel giusto modo se fa cose vietate.

E’ scontato che nelle prime fasi della vita l’aiuto di un educatore cinofilo sarebbe l’ideale per indirizzare il cucciolo a comportamenti sociali corretti e a prepararlo, con l’educazione di base, ai futuri allenamenti venatori.

Giusto un accenno sull’alimentazione (come ho fatto per le vaccinazioni e profilassi): dovrete fare una scelta filosofica tra alimentazione industriale e la preparazione casalinga dei pasti che comunque dovranno essere almeno tre fino a sei mesi e poi due per la vita. Un cane adulto normale mangia al nostro orario di colazione ed a quello di cena, ma dopo che abbiamo mangiato noi, come nel branco mangerebbe dopo i dominanti. E mai regalini di cibo umano(tutti questi argomenti saranno trattati nel merito più avanti, ma ricordiamoci che queste problematiche sono di sicura spinta al farvi fare riferimento ad un Veterinario che potrà consigliarvi e seguirvi passo passo per una crescita sana e per una vita il più lunga possibile del vostro cane. Considerate che l’aspettativa di vita media del cane era, 40 anni fa, di 6\8 anni, mentre oggi è di 10\12, grazie soprattutto agli enormi passi avanti fatti dalla Medicina Veterinaria, a 360°).

Insomma, tutte queste parole per dirvi che un nuovo compagno di avventure nella nostra grande passione per la caccia è arrivato e ci ripagherà molto oltre di quello che riceverà in dedizione e soddisfazione, se sapremo metterlo nelle condizioni di condurre una vita sana e felice!

Dr. Francesco Putini

Scritto da Francesco Putini

Francesco Putini
Medico Veterinario e Direttore sanitario dell'ambulatorio "Riano", da anni è anche responsabile di allevamenti di ungulati, di volatili selvatici e di cani da caccia. Come consulente scientifico veterinario ha partecipato a trasmissioni televisive e scritto svariati articoli di interesse veterinario.

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