Benelli Novembre 2018

Attrezzature, fucili e munizioni per la caccia ai rallidi

Qual'è l'equipaggiamento perfetto per la caccia in palude o zone acquitrinose?

Dopo aver visto nei precedenti capitoli come individuare le zone migliori per cacciare i ralladi e quali sono le razze di cani più indicate per questo tipo di caccia, oggi parliamo delle migliori attrezzature, armi e munizioni per insidiare gallinelle, folaghe e porciglioni.

L’abbigliamento innanzitutto

In questo tipo di caccia, se non volete trovarvi fradici dopo pochi minuti di attività, un’abbigliamento impermeabile è fondamentale, meglio se mimetico. Sono ideali giacche e gilet con carniere e giberna per le cartucce o una trisacca con degli spallacci in cordura (molto pratica e leggera) dove poter mettere le eventuali prede e dove tenere alcuni generi di conforto come snack e bottigliette di acqua (camminando molto è giusto reidratarsi e fornire energia al corpo soprattutto durante le prime uscite stagionali, dove il dispendio energetico mette a dura prova anche il fisico più allenato).

Camminando molto e calpestando terreni ricchi di acqua e fango, consiglio dei pantaloni di cotone elasticizzati (quelli per capirci che dichiarano una percentuale di Elastan), con ginocchia preformate e rivestiti esternamente da un materiale idrorepellente. In commercio esistono prodotti di svariate marche con prezzi accessibili che ben si adattano alle nostre esigenze.

Non lesinare sugli stivali!

Le calzature consigliate sono sicuramente gli stivali: possono ben adattarsi sia quelli al ginocchio che i classici cosciali. Diciamo che lo stivale che copre tutta la gamba è sicuramente il più scomodo ma anche il più adatto, perché fossi e canali non hanno mai il livello dell’acqua uguale.

Il mio consiglio personale è quello di non lesinare sull’acquisto delle calzature. Esiste una notevole differenza tra un paio di stivali da 30-40 €, rispetto a quelli da 90-100 €. La calzata cambia completamente e i materiali usati dopo una mattina di chilometri fanno la differenza, sia in termini di comodità che di temperatura del piede. Ricordatevi che mediamente durante la stagione venatoria l’acqua di un fiume o un canale raggiunge al massimo i 10° centigradi e per esperienza personale un bagno fuori stagione a novembre è caldamente sconsigliato.

In sintesi la comodità del vestiario è basilare nella caccia ai rallidi, affronteremo terreni irregolari, saremo spesso a contatto con l’acqua e il salire e scendere lungo le rive dei fossati (perché senza fatica nulla si ottiene) sarà parte itinerante della nostra mattinata venatoria!

Quale fucile?

Passiamo al discorso armi. Premesso che ognuno di noi è libero di fare le proprie scelte su che tipo di fucile impiegare, per esperienza personale credo che un semiautomatico sia il giusto compromesso da utilizzare in zone dove oltre a gallinelle, porciglioni e folaghe, possiamo incontrare anatidi e scolopacidi.

Parlo di semiautomatico perché a volte il terzo colpo può essere determinante. Mentre sto scrivendo mi ricordo di una mattina di Dicembre, era il 2016… sparando a un porciglione che si levò in volo dalla sponda di un canale, a circa 30 metri da me partirono 4 germani reali disturbati dalla mia fucilata. Con i due colpi rimanenti riuscii a staccare dal gruppo una femmina e oggi mi chiedo se sia stato il secondo o il terzo colpo a farmi abbattere il germano. Ecco perché consiglio questo tipo di arma.

Un altro aspetto importante è la maneggevolezza e il peso del fucile: Cacciando per una mattinata o un pomeriggio intero, anche 200 grammi a fine giornata possono fare la differenza. Non dimenticandoci che cacciando con Cocker e Springer l’arma deve essere sempre tenuta in mano e mai portata a spalla con la cinghia, statene certi che quando avete il fucile sulla spalla e vi accorgete che il cane è in emanazione del selvatico è già troppo tardi!

Quale calibro?

Per quanto riguarda i calibri si potrebbe aprire un enorme dibattito. Resto convinto che il calibro 36/410 sia l’arma più sportiva ed etica nel panorama venatorio, così come un calibro 24 o 28, fermo restando che la capacità di tiro sia di primissima fascia, perché le cariche delle cartucce di queste armi non hanno grammature elevate, quindi con il conseguente rischio di ferire e non poter recuperare un selvatico, provocando inutili sofferenze all’animale.

Ho provato ad utilizzare un sovrapposto calibro 36/410 della Investarm nella caccia ai rallidi, constatando che non è l’arma più adatta al mio modo di sparare, rimango fedele utilizzatore di un Benelli Comfortech semiautomatico calibro 12, con strozzatore a cinque stelle (cilindrica) da settembre a ottobre, per poi passare alle tre stelle sino alla fine della stagione. Funzionale, leggero, e poliedrico grazie alla sua capacità di sparare dalle grammature più leggere fino alle cariche magnum, senza mai creare problemi.

Quali cartucce?

Discorso cartucce…beh, che dire… a me piace cambiare e sperimentare ogni stagione venatoria!
Non sono un cacciatore che si fidelizza su una marca è la utilizza per anni, al contrario del mio compagno di caccia che è fedelissimo utilizzatore delle Winchester Standard 33 grammi, piombo 8 o 10. A volte penso che abbia ragione lui quando mi dice che presa la mano e capita la velocità della cartuccia non si deve più cambiare. Negli anni l’ho visto utilizzarle con successo sui rallidi, sui beccaccini, sulle anatre e spesso e volentieri anche sulle minilepri fermandole a distanze importanti.

La regola fondamentale per me è quella che volgarmente viene citata da molti cacciatori: “bisogna sparare nelle penne e la mattina nel cappuccino va messa una buona dose di zucchero e non di “smirina”!

Tornando alle cartucce, in questi anni ho provato molte marche commerciali, dalla Fiocchi PL 34 alla Clever Mirage T2 Standard Game, per poi virare su NSI Baschieri e Pellagri Nike 32 grammi. Attualmente sto usando la CH6 34 grammi della Cheddite. Devo dire che tutte si sono sempre comportante egregiamente, facendomi fare abbattimenti puliti e senza sangue, nonostante cacci in zone con clima molto variabile e tasso di umidità elevato.

Concludendo posso dirvi che cacciando rallidi i tiri che andrete ad eseguire non saranno a distanze siderali, quindi dovrete trovare un buon compromesso tra gli strozzatori della vostra arma e il relativo munizionamento. Strozzatore a 3 stelle e una cartuccia da 32-34 grammi (dei Brand sopra citati) che vi garantisca rosate uniformi e compatte, saranno il giusto compromesso per mettere in tavola succulenti piatti di cacciagione, ma di questo ne parleremo più avanti.

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Gianluca Suardi

Sono nato il 18 ottobre 1978, periodo nel quale cacciatori e uccelli migratori sono in pieno fermento, ed è per questo che nel mio DNA, ho un cromosoma chiamato Ars Venandi. "Fino a quando alzerò gli occhi al cielo all’udire lo zip del tordo, fino a quando mi emozionerò nel vedere una coppia di germani reali in volo e sino a quando il mio sguardo seguirà la planata di una starna su una stoppia di mais, beh sino ad allora sarò libero di essere felice"
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