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Caccia in Deroga Lombardia: Regione Impugna Pareri ISPRA

La Regione Lombardia, nella seduta di Giunta, ha impugnato i due pareri che l’Istituto Superiore per la Protezione Ambientale ha reso nell’ambito del procedimento previsto dalla Legge 157/92 per derogare alla Direttiva Uccelli.

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I due pareri erano stati chiesti da Regione Lombardia per autorizzare il prelievo in deroga delle specie fringuello, peppola e storno in piccole quantità, e per consentire la cattura di richiami vivi e quindi l’apertura dei roccoli. Le delibere sono state proposte dal Presidente Maroni con lo scopo di difendere queste pratiche venatorie che in Lombardia sono vere e proprie tradizioni.

CONTENZIOSO NAZIONALE E COMUNITARIO

“Il livello del contenzioso oramai non è più regionale, bensì nazionale e comunitario – commenta l’assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia Gianni Fava – ed i pareri ISPRA sono ormai diventati sostanzialmente vincolanti. La Commissione ha più volte ribadito di ritenere illegittimi i provvedimenti di deroga che si discostano da tali pareri e il Governo, a dicembre 2014, sulla base proprio di pareri ISPRA ha perfino annullato il nostro provvedimento di autorizzazione alla cattura”. “Proprio per l’effetto preclusivo di questi pareri – aggiunge – sul successivo sviluppo dei nostri procedimenti ho dato il via libera alle impugnative con il pieno sostegno del presidente Maroni”.

CACCIA MINIMO IMPATTO SU CONSERVAZIONE SPECIE

La caccia – sottolinea Fava – ha un impatto minimo sulla conservazione delle specie e questo è ben evidenziato all’interno di numerosi rapporti la cui autorevolezza è riconosciuta anche a livello europeo. Ben altri sono quindi i fattori che stanno causando il declino di talune specie, ma certi burocrati, sia italiani che europei, e certi ambientalisti da ‘salotto’ davanti a questi dati oggettivi chiudono gli occhi”.

CACCIATORI ATTORI PRIMARI MONDO RURALE

Personalmente – continua l’assessore – considero i cacciatori attori primari del mondo rurale ed è quindi mia ferma intenzione cercare di tutelare le pratiche venatorie in tutte le sedi, quando esse sono sostenibili. Questo è il caso di queste due impugnative”.

 
EVITARE NUOVA INFRAZIONE

Nel ruolo di Amministratore pubblico – conclude Fava – devo però fare i conti con il contesto giuridico in cui mi muovo e con le procedure d’infrazione aperte nei nostri confronti per il mancato rispetto della Direttiva Uccelli. Per senso di responsabilità, nell’esercizio delle mie funzioni devo muovermi senza esporre l’amministrazione regionale al rischio di sanzioni anche perché oggi, per una nuova infrazione alla Direttiva Uccelli, partirebbero da un minimo di 9 milioni di euro“.

Sempre nella seduta di oggi la Giunta di Regione Lombardia ha altresì formalizzato l’intervento in adiuvandum nel procedimento che ha visto Federcaccia e ANUU ricorrere al TAR contro l’annullamento, posto in essere dal Governo, della Delibera regionale del 2014 che autorizzava la cattura di richiami vivi.

Fonte: Lombardia Notizie

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