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Gli Specialisti di Benelli: Mygra, Colombo, Beccaccia Supreme

Tre fucili nati per offrire quelle caratteristiche che ogni tipo di caccia, ogni preda, ogni contesto, con le loro peculiarità, richiedono. Diversi nei nomi, talvolta nei calibri, ma soprattutto diversi nella sostanza

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Dare a ogni cacciatore esattamente il fucile che meglio si adatta alle sue esigenze. A giudicare dal Mygra, dal Colombo e dal Beccaccia Supreme, sembra essere nata da qui, da questo intento, l’idea di Benelli di proporre una serie di semiautomatici Specialisti che, pescando con attenzione nella grande varietà di soluzioni tecniche a disposizione, spesso riferimento mondiale per le armi da caccia, si propongono di offrire quelle caratteristiche che ogni tipo di caccia, ogni preda, ogni contesto, con le loro peculiarità, richiedono.

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Forse per alcuni, per gli amanti del semiautomatico “tutto caccia”, potrebbe essere troppo, ma per altri, per chi è, venatoriamente parlando, innamorato di un particolare selvatico, questi fucili potrebbero rappresentare l’arma perfetta, cucita come un abito sartoriale sulle proprie esigenze. Quello che è certo è che per Benelli la serie degli Specialisti rappresenta una delle facce di quella qualità costantemente ricercata, elemento imprescindibile della produzione e del successo del brand di Urbino.

Noi il Mygra, il Colombo e il Beccaccia Supreme abbiamo avuto l’occasione di provarli durante i giorni del Benelli Hunting Test Adventure e la cosa che ci ha colpito è che sono tutti portatori di una loro personalità. Verrebbe da dire di una loro apprezzabile fisicità. Sono diversi nei nomi, talvolta nei calibri, ma la cosa fondamentale è che sono diversi nella sostanza.

Montefeltro Beccaccia Supreme

Pensato per mettere il cacciatore nella migliore condizione di cacciare la regina del bosco nel fitto del suo ambiente e nella difficoltà del suo volo veloce e imprevedibile, il Beccaccia Supreme offre due fondamentali caratteristiche: velocità e rosate ampie e guarnite. Così diventano fondamentali leggerezza (il peso è di 2.500 gr) e distribuzione delle masse affinché il brandeggio sia naturale, fulmineo, dinamico.

Il calibro 20 viene incontro a tutte queste specificità rendendo il trasporto più agevole, riducendo il rilevamento allo sparo grazie a cariche meno potenti e al sistema di calcioli in poliuretano che rilasciano più lentamente l’energia accumulata, alla bindella ventilata in carbonio e al nuovo disegno dell’asta che favorisce la presa della mano.

E alla gestione della rosata sono dedicati strozzatori altrettanto peculiari. In dotazione alla canna da 61 cm ne troviamo quattro: ***, ****, cilindrico e lo speciale Ampliator, ad effetto dispersante, che permette rosate molto ampie e omogenee anche utilizzando cartucce normali. Il Beccaccia Supreme ha, come nella versione omologa in calibro 12, il tubo serbatoio in grado di ospitare solo due cartucce, accorgimento che consente di arretrare ancora di più il baricentro, per rendere il fucile più svelto alla spalla e per ridurre al contempo l’inerzia quando lo brandeggiamo seguendo la preda in volo.

Qualche dettaglio visto da vicino
(clicca per ingrandire)

Montefeltro Colombo

Dalle già ampiamente conosciute e comprovate doti tecniche, di affidabilità, robustezza, comportamento in caccia del Montefeltro “base”, Benelli ha pensato di partire per sviluppare un nuovo fucile espressamente dedicato alla caccia al Colombaccio. Una caccia che ha sfaccettature molto diverse al proprio interno, si pensi alle differenze tra la caccia da palco e quella ai valichi, ma anche nel fitto dei boschi e quella allo stesso tipo di selvatico ma effettuata nelle grandi coltivazioni del nord.

Il Colombo, nel calibro più utilizzato per questa preda, il 12, si presenta subito con una polivalenza che trasmette immediatamente una certa vocazione alla forza. In effetti il fucile, camerato Magnum, viene offerto con due diverse lunghezze di canna, 65 e 70 cm, con bindella ventilata e mirino lungo ad alta visibilità, alle quali si aggiungono degli strozzatori specifici che non seguono la normale numerazione cui siamo abituati, ma sono stati sviluppati appositamente per garantire anzitutto quelle caratteristiche imprescindibili per chi si cimenta nella caccia di questi difficili uccelli: il Long Shot e il Wide Shot sono pensati infatti affinché la velocità della munizione alla volata sia massima, gli attriti minori possibili e la deformazione al loro interno praticamente assente per la numerazione dei pallini più adatti a questa preda (dal 4 al 7). Il Long Shot è dedicato al tiro lungo ma rispetto a 1 stella garantisce una migliore distribuzione della rosata grazie alle sue geometrie interne che sono in grado di ridurre “intasamenti” in uscita, mentre il Wide Shot è una via di mezzo tra 3 e 4 stelle ma fornisce rosate più ampie e folte pur conservando velocità di uscita molto alte.

Il Colombo monta il sistema di riduzione del rinculo e del rilevamento Progressive Comfort, in grado di ridurre in modo progressivo il contraccolpo (entrando in azione in base alla grammatura delle cartucce utilizzate) agevolando così il ritorno in mira anche per i colpi in successione. Inoltre, ha la possibilità di adattare la piega del calcio, e dal punto di vista estetico un accorgimento non secondario trattandosi di uno specialista per uccelli con una vista così acuta: la finitura dell’arma è sottoposta a un trattamento antiriflesso mediante una satinatura fine in grado di conferire una piacevole uniformità cromatica e un sostanziale vantaggio in caccia. I legni sono in noce, rifiniti con il trattamento WoodFX, una fiammatura arricchita a laser che li rende più stabili all’umidità e ne esalta le venature.

Provandolo sul campo la sensazione è di una grande manovrabilità ma si sente subito che, giocando con strozzatori e caricamenti, è pronto per un impiego che non disdegna il cane in ferma, magari in scenari aperti, ma ha tutto per non vacillare neppure davanti a selvatici che sfilano veloci e tenaci a 30 o 40 metri di distanza.

Qualche dettaglio visto da vicino
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Montefeltro Mygra

Chiude la serie degli Specialisti un fucile in calibro 20 che si rivolge non tanto a una specifica preda quanto piuttosto a un contesto di caccia, a un approccio: la caccia alla migratoria in ogni sua declinazione.

Il Mygra è, infatti, un’evoluzione su base Montefeltro costruito attorno alla cartuccia 20/70 che per il calibro 20 è la più sparata in Europa e che ben si adatta per insidiare tordi allo spollo, migratori da appostamento, quaglie con il cane da ferma e potremmo proseguire ancora. La scelta del calibro 20 porta con sé raffinatezza e sportività, ma dal punto di vista pratico alleggerisce il fucile e lo rende migliore sotto il profilo della dinamicità e della gestione del rinculo.

Il Mygra viene offerto con canne da 65 e 70 cm, entrambe corredate da due strozzatori Criochoke: quello da 3 stelle e il cilindrico entrambi Steel OK. Inoltre, alla canna da 65 cm è aggiunto lo strozzatore speciale da 9 cm Wide Shot, quella da 70 cm invece è esaltata dal Long Shot sempre di 9 cm.

Fucile dinamico, poco affaticante, leggero e bilanciato (che vi ho già presentato in dettaglio qualche mese fa) che permette di affrontare in modo appropriato diversi impieghi in caccia alla migratoria: la camera da 70 mm esalta le prestazioni dei caricamenti non magnum migliorandone velocità e distribuzione della rosata in particolar modo quando si tratta di borraggi classici o bior. Un vero pregio per questi tipi di caccia.

Il Mygra attesta il peso attorno ai 2,650 kg, ha bindella ventilata sormontata da mirino in fibra ottica. La calciatura propone le migliori soluzioni Benelli con magliette portacinghia a sgancio rapido, kit di variazione della piega al tallone e calcioli in poliuretano ad assorbimento che si possono acquistare separatamente in tre misurazioni differenti. Le finiture sono raffinate ed esprimono la vocazione del Mygra, la calciatura è in noce ed anche in questo caso è rifinita con tecnologia WoodFX che la impreziosisce e dona a questo fucile tonalità neutre che ben si integrano con gli scenari che lo vedranno impiegato a caccia di quel tordo e di quella allodola che troviamo finemente decorati sul fianco destro della carcassa.

Qualche dettaglio visto da vicino
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