Liguria, il TAR ha annullato integralmente il calendario venatorio 2020/2021

Per il TAR i calendari venatori devono essere sottoposti a VINCA laddove l’incidenza della caccia sui siti della rete “Natura 2000” non sia stata già considerata in sede di pianificazione territoriale

Lo scorso aprile, in piena pandemia Covid, la Liguria è stata la prima regione italiana ad approvare il calendario venatorio 2020/2021. Ora quell’atto è stato annullato integralmente dal Tribunale Amministrativo Regionale in seguito al ricorso delle solite associazioni animaliste (Lac, Enpa, Wwf e Lav). Il motivo? Il piano faunistico venatorio in vigore in non è stato sottoposto integralmente al VINCA, la valutazione d’incidenza ambientale.

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Così, a poco più di un mese dalla data di apertura prevista, i cacciatori liguri si trovano senza un calendario valido. La regione però ha rassicurato, confermando di essere già al lavoro per l’approvazione di un nuovo testo. Di seguito vediamo le motivazioni che hanno portato il TAR della Liguria ad annullare il calendario venatorio..

Le motivazioni del TAR

Le ragioni che hanno portato il TAR di Genova ad annullare il calendario venatorio 2020/2021 risiedono, come già accaduto per molti altri ricorsi vinti dalle associazioni animaliste, nella validità della pianificazione faunistico-venatoria regionale. 

In particolare, Lac, Enpa, Wwf e Lav hanno richiesto l’illegittimità del calendario venatorio per un “supposto vizio di natura procedurale, consistente nel fatto che questo non sia stato preceduto dalla valutazione d’incidenza ambientale (VINCA)”.

Per chi non lo sapesse il VINCA è un procedimento di carattere preventivo, previsto dalla Direttiva europea n. 1992/43/CE (direttiva habitat) al quale è necessario sottoporre qualsiasi piano o progetto che possa avere incidenze significative su un sito o su un’area geografica proposta come sito della rete Natura 2000.

Recentemente, il 28.11.2019, in sede di Conferenza Stato-Regioni, su proposta del Ministero dell’Ambiente, sono state adottate delle Linee guida nazionali per la valutazione d’incidenza“, in cui è previsto che la procedura di VINCA si applichi a tutti i piani, programmi, progetti, interventi e attività la cui attuazione potrebbe generare incidenze significative sui siti Natura 2000, anche se non direttamente connessi alla relativa gestione, compresi i calendari venatori.

Il MATTM ha poi chiarito che i calendari venatori possono essere non soggetti al VINCA, qualora sia già stata sottoposta alla valutazione d’incidenza ambientale la pianificazione faunistico venatoria regionale. E qui arriva il motivo che ha indotto il TAR ad annullare in calendario venatorio ligure.

La Liguria come molte altre regioni italiane, dopo il riordino delle competenze fra provincie e regioni avvenuto nel 2015, ha procrastinato i tempi di approvazione del nuovo Piano Faunistico Venatoria Regionale (il nuovo testo è stato adottato lo scorso 7 aprile ma attualmente è ancora in fase di valutazione ambientale) prorogando la validità dei vecchi PFV provinciali a cui, per il momento, è ancora affidata la pianificazione faunistico-venatoria regionale. Il TAR ha accertato che uno dei piani provinciali in vigore, quello della provincia di La Spezia territorio in cui sono presenti siti Natura 2000, non è stato sottoposto al VINCA, motivo per cui ha annullato integralmente la validità del calendario venatorio 2020/2021. 

In sostanza, per il TAR “in forza del vincolo discendente dall’intesa adottata il 28.11.2019 in sede di Conferenza Stato-Regioni, i calendari venatori devono essere sottoposti a VINCA laddove l’incidenza della caccia sui siti della rete “Natura 2000” non sia stata già considerata in sede di pianificazione territoriale“. Questa decisione crea un pericoloso precedente per tutti i calendari venatori basati su PFVR che non siano stati valuti dal VINCA.

Il TAR si è espresso anche sul discostamento dal parere ISPRA

Il TAR, nonostante il motivo visto in precedenza bastasse per annullare integralmente la validità del calendario, si è anche espresso sugli altri punti del ricorso per “orientare il futuro esercizio del potere amministrativo”.

In particolare, è stato contestato alla regione di essersi discostata dal parere dell’ISPRA, senza un’adeguata motivazione, nei punti del calendario in cui proponeva:

  • due giornate aggiuntive per la caccia al colombaccio, al merlo, al tordo bottaccio e alla cesena (ISPRA proponeva una sola giornata);
  • la chiusura al 31 gennaio per Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena, Pavoncella, Moriglione Canapiglia, Folaga, Alzavola, Fischione, Codone, Frullino, Porciglione, Beccaccino, Mestolone, Marzaiola, Gallinella d’acqua, Germano reale (Ispra proponeva la chiusura al 20 gennaio)
  • la chiusura della caccia al colombaccio al 10 febbraio (Ispra proponeva la chiusura al 31 gennaio)
  • la specie Moretta come cacciabile (Ispra proponeva la chiusura perché confondibile con la moretta tabaccata)

Nell’analizzare i vari punti, il TAR ha ricordato per l’ennesima volta che ISPRA “esprime un parere obbligatorio, ma non vincolante [ndr. tranne che per la caccia a febbraio per cui il parere è vincolante], dal quale l’Amministrazione regionale può discostarsi” purché forniscadati univoci, specifici e aggiornati che lo smentiscano”.

In relazione ai punti analizzati, secondo il TAR la regione ha fornito dati aggiornati e relativi al suo territorio solo per la moretta, che quindi può restare cacciabile. Per tutti gli altri punti, in assenza di dati recenti e riferiti al territorio ligure, la regione dovrà uniformarsi al parere ISPRA.

Già al lavoro su un nuovo calendario

La regione sarebbe già pronta ad approvare un nuovo calendario. Lo ha dichiarato l’assessore regionale alla caccia Stefano Mai in seguito alla pubblicazione della sentenza del TAR. “Regione Liguria – commenta Mai – ha già attivato il procedimento di approvazione di un nuovo calendario al fine di garantire il regolare inizio della stagione venatoria”.

Inoltre, la regione sembra anche intenzionata a difendere le proprie scelte: “valuteremo le iniziative legali più opportune anche al fine di un appello delle decisioni del Tar Liguria al Consiglio di Stato ha dichiarato l’assessore Mai.

Qui il testo integrale della sentenza del TAR che ha annullato integralmente il calendario venatorio 2020/2021 della Liguria.

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Un Commento

  1. Mamma mia…….. Sono più le tasck force necessarie x stilare un calendario venatorio che quelle x combattere il narcotraffico. Siamo arrivati al ridicolo. Forza Liguria. Sbrigamioci col nuovo calendario che settembre è alle porte e la gente vuole andare a caccia. Mah……?

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