MammalNet: un progetto di “Citizen Science” per monitorare i mammiferi Europei

Vi è mai capitato di pensare che tutti gli avvistamenti di animali che fate durante le vostre uscite a caccia potessero avere un valore scientifico se solo ci fosse un modo per segnalarli? Bene, ora questa possibilità c'è grazie al progetto MammalNet e noi cacciatori possiamo svolgere un ruolo determinate.

Ai giorni nostri le modifiche e le evoluzioni degli habitat e del clima accelerano costantemente le variazioni della presenza animale in diversi territori, causando nella maggior parte dei casi perdita di biodiversità e sovrabbondanza di quelle specie che da tali cambiamenti traggono benefici. Nei miei scritti ho spesso evidenziato l’importanza degli studi sull’andamento di popolazione delle specie selvatiche, al fine di avere dati aggiornati su cui basare gli interventi indispensabili di salvaguardia e gestione.

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Spesso, però, il progredire di questi studi è limitato dalla raccolta dati. Stiamo, infatti, parlando di ricerche che vanno condotte su areali vastissimi che, nonostante i metodi di osservazione scientifica, gli studiosi faticano a coprire e di studi in cui più è ampio il campione di dati raccolti più saranno precise e puntali le stime dell’andamento delle popolazioni.

In questo contesto si colloca il progetto di cui voglio parlarvi oggi, MammalNet, un progetto di “citizen science” o “scienza dei cittadini” che mira a far dialogare e interagire due mondi, quello degli studiosi di fauna selvatica e quello degli appassionati di animali, dei cacciatori e dei naturalisti per hobby.

L’obbiettivo di MammalNet

MammalNet ha l’obiettivo di verificare l’efficacia della “citizen science” nel monitorare la presenza dei mammiferi in Europa mettendo in contatto le realtà accademiche che si occupano di fauna e tutti i cittadini interessati a raccogliere dati attraverso avvistamenti o fotografie.

L’idea dietro al progetto è semplice: ogni giorno migliaia di cittadini avvistano o entrano in contatto con diversi mammiferi, se tutti questi incontri venissero segnalati e verificati gli studiosi avrebbero a disposizione una mole di dati senza precedenti, aggiornati in tempo reale e provenienti da tutta Europa.

L’eventuale successo di questo progetto porterebbe i ricercatori a risparmiare buona parte del tempo e delle energie solitamente dedicati ai censimenti e l’andamento delle popolazioni potrebbe essere tenuto sotto controllo con una frequenza molto più elevata di quanto, anche nei paesi più virtuosi, si riesca a fare oggi.

Un progetto già avviato in Europa, al via anche in Italia

Il progetto, promosso dalla European Food Safety Authority e coordinato in Italia dalle Università di Sassari e Torino, ha preso il via nell’ottobre 2019 in quattro paesi pilota, Spagna, Germania, Polonia e Croazia.

I dati raccolti nei 4 paesi apripista sono stati incoraggianti: nel primo anno di attività sono stati registrati più di 6’000 record occasionali e più di 60’000 sequenze fotografiche. “Ora l’obbiettivo – spiegano i coordinatori del progetto – è valutare il potenziale di questi strumenti in altri Paesi Europei, in cui le informazioni sui mammiferi selvatici sono carenti”.

Da poco più di un mese, infatti, MammalNet ha preso il via anche in Italia ed è dunque già possibile documentare la presenza di mammiferi, osservati vivi in natura o trovati morti, sia che sia disponibile un’immagine fotografica sia in sua assenza. Si possono registrare anche segni indiretti della loro presenza come ad esempio orme, tracce o tane. “Ogni contributo è importante per la riuscita del progetto – spiegano quelli di MammalNet – e se la specie non è facile da riconoscere, basta condividere la foto e un esperto cercherà di identificarla”.

iMammalia, MammalWeb, e AGOUTI

La raccolta dati si basa principalmente su tre piattaforme: iMammalia, MammalWeb, e AGOUTI.

La prima, iMammalia, è un’applicazione per smartphone che permette d’inserire i propri avvistamenti in modo facile e veloce; L’interfaccia mostra l’elenco dei mammiferi italiani compreso di fotografie e breve descrizione della specie ed è possibile inserire il proprio avvistamento con o senza immagine specificando ora, luogo e tipologia del rilevamento. Questo il link di Google Play per installarla nei dispositivi Android e questo il link al l’App Store per installare nei dispositivi Apple.

La seconda, MammalWeb, è un sito a cui si può accedere con l’ausilio di un computer ed è rivolta soprattutto a coloro che sono in possesso di una fototrappola e desiderano caricare le riprese effettuate o collaborare nella classificazione d’immagini ottenute tramite fototrappole condivise da altri utenti. Questo il link al sito www.mammalweb.org

AGOUTI, invece, è una web app collaborativa ideata per aiutare i ricercatori e i professionisti. Permette la creazione di gruppi di utenti con differenti ruoli che gestiscono efficientemente e indipendentemente dati provenienti da monitoraggi basati sull’uso di trappole fotografiche. È stata pensata per supportare progetti di enti o associazioni locali e permette la fruizione delle informazioni e lo studio statistico delle stesse per stimare l’andamento di popolazioni o il risultato di specifici interventi faunistici. La trovate qui www.agouti.eu

Il ruolo dei cacciatori

È scontato sottolineare che un progetto di questo tipo è tanto più utile quanto più coloro che spesso si trovano in mezzo alla natura e sanno avvistare e riconoscere le diverse specie vi partecipano con serietà e desiderio di collaborazione.

E chi più dei cacciatori può apportare un aiuto prezioso e ineguagliabile nella raccolta dei dati riguardanti le numerose popolazioni di animali d’interesse venatorio e non?

L’adesione del mondo venatorio a questo progetto è fondamentale, non solo per la buona riuscita del progetto stesso, ma anche perché attraverso queste azioni concrete e gratuite si può dimostrare il desiderio di collaborare con la scienza nella salvaguardia di tutte quelle specie che sono nocciolo e fondamenta di questa nobile passione.

Il mio invito, quindi, è quello di partecipare numerosi!
Vi lascio in conclusione in video di presentazione del progetto.

 

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5ommenti

  1. Finalmente una iniziativa intelligente, se fatta bene risolverà i dubbi sulla realtà della fauna selvatica ai giorni nostri.
    cacciatori e anti caccia , avranno una più ampia conoscenza sulla fauna selvatica aggiornata ai giorni nostri.
    Con la speranza che tutto ciò porterà alla consapevolezza di poter regolamentare l’attività venatoria condivisa anche dagli
    anti caccia.

    1. Buona iniziativa solo se fosse tenuta conto come unica agenzia Europea di riferimento per valutare l’impatto d’incidenza della fauna selvatica in positivo o negativo all’ambiente. Ma quando abbiamo in Italia e in Europa una lobby politica animalambientalisti possiamo fare tutte le iniziative che vogliamo ma alla fine decidono loro: multinazionali,animalambientalisti,e politica

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