Minacce di morte a Barbara Mazzali: la lettera irripetibile degli animalisti

La consigliera della Regione Lombardia chiede giustizia e rende pubblico il messaggio minatorio

La consigliera della Regione Lombardia Barbara Mazzali, schierata tra le fila di Fratelli d’Italia, si è sempre battuta al fianco dei cacciatori nella lotta per il riconoscimento dei loro diritti e a favore di una corretta integrazione della caccia nel complesso quadro delle attività di gestione del territorio.

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Proprio per il suo costante e appassionato impegno al fianco delle varie associazioni pro – caccia della Regione, la consigliera è stata bersaglio di minacce di morte, giunte nel suo ufficio a mezzo di una lettera anonima. Cosa c’era scritto nella lettera e, soprattutto, come si assicurerà giustizia alla consigliera Mazzali?

Minacce di morte, violenza verbale, frasi sessiste

La signora Barbara Mazzali ha provveduto a fotografare la lettera e la busta che la conteneva per postarne l’immagine sui social. Il testo del messaggio è talmente violento e vergognoso che abbiamo scelto di non ripeterlo e di non citarlo direttamente.

Tuttavia è necessario soffermarsi sulle tipologie di minacce e di offese che sono state rivolte alla signora Mazzali al fine di comprendere chi ha inviato la lettera anonima.

Il testo della lettera comincia con una serie di violente immagini sessuali in cui la consigliera viene descritta in compagnia dei “bastardi cacciatori” che è solita difendere. Appena dopo i cacciatori sono indicati con il titolo di massacratori”.

Anche a seguito di un esame superficiale si evince quindi che la signora Mazzali è stata presa di mira da fanatici animalisti anticaccia (anzi è più opportuno definirli ecoterroristi) che hanno deciso di utilizzare la peggiore violenza verbale per attaccare in maniera sessista e vile una persona che si limita semplicemente a utilizzare i mezzi istituzionali a propria disposizione per sostenere gruppi di cittadini che praticano attività venatorie nel pieno rispetto della legge.

Il paradosso della diversa percezione della violenza

La Consigliera Barbara Mazzali ha comunicato di aver sporto denuncia al Questore di Milano e di sperare che il mandante della lettera anonima venga individuato e punito secondo la legge.

La signora Mazzali ha anche espresso pubblicamente la profonda inquietudine con la quale nei prossimi giorni si recherà nel suo luogo di lavoro al fine di svolgere i propri compiti istituzionali.

Mentre i cacciatori italiani si uniscono alla speranza e al giusto desiderio di giustizia espresso dalla Consigliera della Regione Lombardia si rende però necessario una riflessione: se la Consigliera Mazzali fosse stata a favore dei diritti della comunità LGBT+ e fosse stata attaccata con le stesse parole da gruppi omofobi, come avrebbe reagito l’opinione pubblica? Quanta copertura mediatica avrebbe avuto la notizia sui principali canali d’informazione nazionali?

Con ogni probabilità si sarebbe scatenata una vera e propria tempesta mediatica che, invece, gli organi di stampa e di informazione televisiva non si preoccuperanno di mettere in piedi in questo caso specifico perché, evidentemente, i cacciatori non sono persone così degne di rispetto. Per quale motivo i diritti di cittadini che agiscono all’interno dei limiti di legge e nel pieno rispetto di ogni regola non sono rispettati, non sono difesi, non sono condivisi come sarebbe giusto?

La comunità venatoria italiana rimane in attesa di una risposta.
La redazione di IoCaccio.it manifesta alla signora Mazzali tutto il proprio sostegno e la propria vicinanza.

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Un Commento

  1. Animalisti, talmente vigliacchi che non sanno prendersi le proprie respinsabilità. Minacciano l’on. Mazzali che prima di tutto è donna e in secondo cerca di modificare una legge vecchia di quasi 30 anni. Una legge che favorirebbe anche l’ambiente e l’agricoltura e non solo la caccia.
    Le signore e i signori animalisti dovrebbero “leggere” prima di fare minacce inconsulte e senza senso.

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