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Nuovo Benelli Montefeltro, un classico che si aggiorna

È stata migliorata la meccanica, è stata cambiata l'estetica, ma l'anima del Montefeltro resta sempre quella, un semiautomatico con tanta sostanza e pochi fronzoli adatto per molti contesti venatori

Era il 1983 quando Benelli presentava sul mercato il Montefeltro, primo semiautomatico a funzionamento inerziale a montare la chiusura a testina rotante. Chissà se all’epoca si immaginavano che sarebbe diventato il capostipite della più longeva, e fra le più apprezzate, famiglie di semiautomatici made in Urbino. Fatto sta che oggi, 39 anni dopo, il Montefeltro è ancora lì, declinato in differenti varianti ad arricchire il catalogo Benelli, segno inequivocabile dell’apprezzamento che quest’arma ha ricevuto.

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E non è un caso se in Benelli hanno scelto di presentare il nuovo aggiornato del Montefeltro proprio nel suo 39° compleanno: ricorre quest’anno, infatti, il seicentesimo anniversario della nascita di Federico da Montefeltro, l’uomo che più di tutti ha plasmato la storia di Urbino e a cui Benelli 39 anni fa si è ispirata per la scelta del nome.

Me lo raccontava Chiara, del team Benelli, mentre in maggio, a EOS 2022, per la prima volta toccavo con mano i nuovi Montefeltro. Dopo quel primo contatto, ho avuto l’occasione di provarli sia in pedana che in caccia, a giugno durante il Benelli Test Adventure 2022. Ora, in questo articolo, voglio presentarveli nei dettagli, come merita l’aggiornamento di un modello con 39 anni di storia.

Il Benelli Montefeltro in due nuove versioni, Wood e Black

Il nuovo Montefeltro è proposto da Benelli in due versioni, Wood e Black. La prima con calcio e asta in legno selezionato di noce europeo, la seconda in tecnopolimero nero. A distinguerle, oltre ai materiali, anche il disegno dell’asta, che nella versione Black è segnata da 5 innovativi solchi trasversali, e l’attacco del portamagliette che nella versione in polimero è integrato in una svasatura del calcio.

Il nuovo Montefeltro in versione Black ha calcio e asta in tecnopolimero nero caricato con fibra di vetro, La carcassa, come nella versione Wood, è in Ergal anodizzato nero.

L’unica configurazione calibro/camera per ora disponibile è quella ormai più classica, che ben si adatta a un semiautomatico pensato per essere utilizzato nei più variegati contesti venatori: calibro 12 con cameratura da 76 cm, che permette di sparare cartucce con cariche di pallini da 24 a 56 gr (esclusi i caricamenti subsonici che non sviluppano sufficiente energia per la ricarica, la soglia è di 200 Kgm)

La canna è una classica rotomartellata a freddo (non criogenica) con bindella bassa da 7mm e foratura tra i 18,3 e 18,5 mm. Può essere scelta in quattro misure, 61/65/70/76 cm e può essere sostituita con le canne del vecchio modello, tutte compatibili. Il peso complessivo, con canna da 70 cm, si ferma a 3 kg.

Il nuovo Montefeltro in versione Wood ha calcio e asta in legno di noce europeo rifinito a olio. Il calcio è completato da un calciolo in poliuretano intercambiabile, sostituibile senza strumenti, che permette di modificare il LOP.

La dotazione è quella standard fornita da Benelli, 5 strozzatori criogenici, kit per la variazione della piega, maglietta portacinghia e Ben Oil. Il prezzo di listino è sostanzialmente l’entry level di Benelli per il mercato dei semiautomatici, 1.750€ per il Montefeltro Black, 1.990€ per la versione Wood.

Cos’è cambiato: l’estetica

L’aggiornamento del Montefeltro è stato uno di quelli importanti che ha interessato sia la meccanica che l’estetica. Partiamo proprio da questa: calcio, carcassa e asta sono stati completamene ridisegnati, con linee decisamente più morbide e contemporanee. Il richiamo dello stile già in uso su altri Benelli è evidente, soprattutto nell’astina, la cui la linea superiore, ora più sinuosa, sale fino ad abbracciare la canna, ricordando quella già in uso sui più recenti Raffaello.

Qui, nell’astina e solo nella versione Black, risiede la scelta estetica più audace: 5 solchi trasversali emergono dal profilo dell’asta, creando un effetto ondulato che ha lo scopo di favore il grip della mano durante il brandeggio. Una scelta insolita ma innovativa, che personalmente ho apprezzato.

Nel nuovo disegno dell’asta del Montefeltro Black la forma a geometria variabile è segnata da 5 solchi trasversali che assieme alla zigrinatura sferica AirTocuh favoriscono la presa della mano sull’impugnatura.

Il calcio ha una geometria della pistola totalmente nuova, progettata a partire dalle misurazioni antropometriche delle mani dei tiratori per dare il massimo comfort d’impugnatura, ed è rifinito con uno zigrino intagliato da 1,5 mm di passo. Come il predecessore, il nuovo Montefeltro non monta sistemi avanzati per l’ammortizzazione del rinculo, che è affidata esclusivamente a un calciolo in poliuretano intercambiabile. Questo è disponibile in tre misure per allungare o ridurre il Length of pull, che con il calciolo standard misura 365 mm e può essere portato a 355 o a 375 con calciolo lungo o corto (entrambi sono optional acquistabili separatamente).

Primo piano del nuovo calcio a pistola, qui completato con il calciolo in poliuretano di lunghezza standard. Ben visibile l’attacco porta cinghia integrato in una svasatura del calcio e il nuovo disegno dello zigrino. Nella configurazione standard la piega al tallone è di 55 mm, quella al nasello di 37 mm.

Anche la carcassa, in Ergal anodizzata nera, è stata interamente ridisegnata: resta evidente il richiamo ai modelli passati, ma ora appare più snella e filante, con linee moderne che trovano continuità nel disegno della guardia e dell’asta. I lati sono privi d’incisioni e segnati unicamente dalla scritta “MONTEFELTRO” che appare tra la finestra di espulsione e il pulsante di sgancio otturatore.

Cos’è cambiato: la meccanica

Ovviamente, non è cambiato il sistema di funzionamento inerziale che resta il cuore pulsante dell’arma, ma sono diversi gli aggiornamenti tecnici introdotti sui nuovi Montefeltro, alcuni dei quali li abbiamo già visti sui più recenti modelli presentati della casa armiera di Urbino.

Innanzitutto, il gruppo di otturazione è stato aggiornato con il sistema “a chiusura facilitata”, l’Easy Locking, l’ultima importante modifica applicata al sistema inerziale che migliora l’operatività della chiusura. Questo sistema, grazie a una sfera caricata elasticamente e inserita nella parte anteriore del portaotturatore, permette di limitare l’arretramento accidentale dell’otturatore stesso e consente di accompagnarlo silenziosamente in chiusura semplicemente spingendo in avanti la manetta.

Rivisitato il gruppo di scatto a geometria variabile per assicurare un carico di tiraggio ridotto, che si attesta tra i 2000 e i 2200 grammi. Invariata la sicura, a traversino reversibile. Ridisegnato il ponticello che ora ha uno scivolo può accentuato per facilitare l’inserimento delle cartucce nel serbatoio.

Primo piano della nuova carcassa del Montefeltro Wood. È evidente nelle forme il richiamo allo stile del modello precedente accoppiato a linee decise e moderne. Apprezzabile anche il nuovo disegno della guardia che ora scivola più dolcemente verso la finestra di caricamento.

Proprio su quest’ultimo aspetto, sul miglioramento delle operazioni di caricamento e scaricamento Benelli ha posto particolare attenzione, rivisitando molte delle componenti coinvolte: i carichi della molla serbatoio sono stati ridotti; il cappellotto spingi cartuccia reso più sporgente; l’asola di caricamento ampliata, così come la finestra di espulsione; tutti i principali comandi, sicura, manetta e pulsante di sgancio dell’otturatore sono stati maggiorati; la leva di fermo cartuccia è stata sdoppiata e ora permette di rilasciare la munizione dal serbatoio direttamente agendo sul pulsante di sgancio otturatore.

Le mie impressioni sul nuovo Montefeltro

Se ci seguite sapete che per dare un parere approfondito su un’arma preferisco testarla a fondo per diversi mesi, per poterla provare in contesti e situazioni venatorie differenti. In questo caso, dopo due giorni di test sia in pedana e che sui terreni di caccia della riserva Montefeltro di Rivergaro, mi sento comunque di evidenziare due aspetti del nuovo Montefeltro che mi hanno piacevolmente colpito.

Il primo: tutto il lavoro fatto da Benelli per migliorare i punti di presa e l’ergonomia dell’arma si fa sentire. Il feeling con il nuovo Montefeltro è stato subito naturale, quasi istintivo (cosa che a me succede di rado), nonostante il modello in prova, una versione Black con canna da 70 cm, fosse configurato come uscito dalla fabbrica, senza particolari adattamenti di piega, deviazione e LOP.

Il secondo: caricamento e scaricamento sono stati sensibilmente resi più agevoli. Per chi come me è abituato a utilizzare semiautomatici Benelli un po’ più datati, il miglioramento della fluidità dei movimenti e della scorrevolezza delle componenti coinvolte è immediatamente evidente. Interessante anche la possibilità di scaricare il serbatoio agendo sul pulsante di sgancio otturatore, semplifica l’operazione.

Il nuovo Montefeltro è venduto con un imballo in cartone 100% plastic free ed ha in dotazione un kit 5 con strozzatori criogenici (***/****/***** sono sterl shot ok), un kit variazione piega, magliette portacinghia e Ben Oil.

In conclusione

L’aggiornamento è stato uno di quelli importanti che ha interessato sia l’estetica che la funzionalità, modificando linee e meccanica, ma l’anima del Montefeltro non è cambiata: anche nelle nuove versioni resta un semiautomatico con molta sostanza e pochi fronzoli, proposto a un prezzo interessante, adatto a quei cacciatori che cercano un’arma affidabile da impiegare in contesti venatori anche molto differenti. Di certo, il Montefeltro spegnerà ancora tante candeline.

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