Piemonte, approvate le modifiche alla legge sulla caccia. Ecco cosa cambia

Si tornerà a cacciare nelle domeniche di settembre e sette specie saranno reinserite fra quelle cacciabili. Anche se non soddisfa a pieno il mondo venatorio piemontese, la riforma della legge 5/2018 introduce significativi miglioramenti

A poco più di un anno dal suo insediamento a piazza Castello la nuova Giunta piemontese ha finalmente messo mano alla legge n. 5/2018, la disastrosa normativa regionale sulla caccia voluta dalla Giunta Chiamparino che aveva reso il Piemonte una delle regioni con la peggiore legge venatoria d’Europa.

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Nel mondo venatorio piemontese la riforma era attesa da tempo e le aspettative erano piuttosto alte. Soprattutto perché, dopo la grande manifestazione dello scorso anno, alle elezione 2019 i cacciatori e le associazioni venatorie piemontesi avevano dato pieno sostegno ai candidati di centro destra, poi eletti in Consiglio, che promettevano uno “smantellamento” della 5/2018. 

Una riforma che è solo il primo passo

Ci si aspettava, così, una riforma più profonda e incisiva rispetto a quella che poi è arrivata. La nuova Giunta, infatti, avendo inserito le modifiche nell’Omnibus collegato al decreto Riparti Piemonte per approvarle in tempo utile per la prossima stagione venatoria, ha dovuto mediare con le opposizioni che presentando migliaia di emendamenti avevano minacciato il blocco dei lavori dell’aula.

Ne è uscita così una riforma che sicuramente migliora la situazione lasciata dalla Giunta Chiamparino ma che ancora non soddisfa a fondo il mondo venatorio piemontese. Rassicurano, comunque, le parole del Consigliere leghista Claudio Leone che in una recente intervista ha sottolineato come questo sia solo il “primo passo” di una riforma più ampia che verrà portata avanti nei prossimi mesi.

Ecco nel dettaglio che cosa cambia.

Caccia nelle domeniche di settembre

Nelle domeniche di settembre si tornerà a cacciare. Un emendamento del Consigliere Leone ha infatti messo una pezza a uno dei divieti più folli che la Giunta Chiamparino avesse introdotto nella legge 5/2018, ossia il divieto di caccia nelle domeniche di settembre.

La nuova modifica limita il divieto di caccia esclusivamente alle prime due domeniche di settembre. Quindi, come previsto dalla legge nazionale, si potrà tornare ad aprire regolarmente la stagione venatoria alla terza domenica di settembre.

Sette specie torneranno a essere cacciabili

Uno dei punti più dibattuti è stata la modifica del comma 5 dell’articolo 2, che nella versione originale della legge 5/2018 imponeva il divieto di prelievo per ben 16 specie.

La Giunta aveva proposto che tutte le 16 specie tornassero a essere cacciabili ma alla fine, a causa dei molti emendamenti presentati dalle opposizioni, ha dovuto mediare su una posizione più blanda: sette specie, Fischione, Canapiglia, Codone, Marzaiola, Folaga, Allodola e Pernice Bianca torneranno a essere cacciabili, mentre per le altre otto, Mestolone, Porciglione, Frullino, Pavoncella, Combattente, Moriglione, Merlo e Lepre variabile il prelievo continuerà a essere vietato.

Modificate le regole per l’ammissione ad ATC e CA

Fra le novità più significative introdotto c’è l’eliminazione del limite previsto dal comma 1 dell’articolo 9, che consentiva “l’adesione dei cacciatori a non più di due ATC o CA nel corso della medesima stagione venatoria e ad un solo CA nel caso di prelievo della tipica fauna alpina”.

Ora ci si potrà iscrivere in più ambiti o comprensori. Questo il testo del nuovo comma: “Il cacciatore residente in Piemonte fissa la propria residenza venatoria nell’ ATC o CA ove ritira il proprio tesserino venatorio regionale. Ulteriori ammissioni sono consentite, previo consenso dei rispettivi organi di gestione, nel rispetto del numero totale di cacciatori ammissibili. Il prelievo nei confronti della tipica fauna alpina, è comunque limitato al solo CA di residenza venatoria”.

Modificati anche i criteri di ammissione per i cacciatori extra regionali: ora gli ATC potranno ammetterne fino al 10% del totale dei cacciatori ammissibili e i Comprensori Alpini fino al 5%. Le percentuali inoltre potranno essere modificate dalla Giunta regionale, su richiesta dei Comitati di gestione.

Capi ad alta visibilità e validità della prova di tiro

Altri due aspetti della legge 5/2018 che erano stati molto criticati dai cacciatori piemontesi, l’obbligo d’indossare capi retroriflettenti ad alta visibilità e la prova di tiro da effettuare ogni 30 mesi per essere abilitati a svolgere la caccia di selezione, sono stati in parte modificati. 

Per i capi ad alta visibilità è stata eliminata la retroriflettenza. Il nuovo comma, più specifico rispetto al precedente, prevede che “durante l’esercizio venatorio i cacciatori, al fine di svolgere l’attività in sicurezza, debbono indossare, sia sul lato ventrale sia sul lato dorsale, bretelle o capi di abbigliamento con inserti di colore ad alta visibilità”.

Per la prova di tiro, invece, è stata estesa la validità portandola da 30 a 60 mesi e parificandola così alla validità del porto d’armi.

Divieto di caccia su fondo privato

Altro aspetto che è stato revisionato, e che a suo tempo aveva creato malumore nel mondo venatorio piemontese, riguarda i tempi con cui si può presentare domanda per richiedere il divieto di caccia su un fondo privato.

Se prima la domanda poteva essere presentata in qualunque momento, ora il proprietario o il conduttore di un fondo che intende vietare sullo stesso l’esercizio dell’attività venatoria dovrà presentare domanda entro 30 giorni dalla pubblicazione del Piano Faunistico Venatorio Regionale.

E’ stato anche previsto lo slittamento dei termini per la presentazione dei nuovi piani faunistici venatori regionali e provinciali, inizialmente fissato a un anno dell’entrata in vigore della legge regionale. I nuovi termini sono stati portati a rispettivamente a 3 anni e 4 anni.

Altre modifiche

Fra le altre novità introdotte vi segnaliamo quelle più significative:

  • Orari di caccia: sono stati uniformati a quelli stabiliti dalla legge nazionale 157/92: la caccia sarà consentita da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto, mentre la caccia di selezione potrà essere praticata fino a un’ora dopo il tramonto.
  • Immissione fauna selvatica: i comitati di gestione di ATC e CA potranno chiedere una deroga al divieto d’immettere fauna selvatica sul territorio venabile nel periodo che va dal 31 luglio al giorno di chiusura dell’attività venatoria alla piccola fauna stanziale “per motivate esigenze ambientali, territoriali o faunistico-gestionali”.
  • Estensione minima ATC/CA: è stato eliminato il limite dei 50.000 ettari venabili per l’istituzione di ATC e CA. Ora potranno essere creati Ambiti e Comprensori di dimensioni inferiori.
  • Danni da fauna selvatica: l’accertamento e la prevenzione dei danni da fauna selvatica diventano materia regolamentata dalla Regione. Inoltre, le provincie e la Città metropolitana di Torino saranno coinvolti nel risarcimento dei danni poiché gli stessi hanno competenza per i danni riscontrati nelle oasi, nelle zone di protezione e nelle zone di ripopolamento e cattura.

Appena l’Omnibus collegato al decreto Riparti Piemonte sarà approvato definitivamente in aula potrete trovare il testo aggiornato della legge regionale n. 5/2018 a questo link.

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Un Commento

  1. Forza cacciatori piemontesi e forza CACCIATORI ITALIANI. Dobbiamo riprenderci ciò che negli ultimi anni ci è stato RAPINATO da una politica miope, da un animalismo estremista e da un ambientalismo privo di fondamento scientifico ma ricco di pregiudizi. Lasciamoli nella loro ignoranza e andiamo avanti con determinazione, nel rispetto delle leggi e della natura. Natura nostra, non di quattro deficienti che si atteggiano ad ambientalisti solo xké fa moda.

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