Sardegna

Sardegna, il TAR vieta di nuovo la caccia a Lepre e Pernice sarda

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Come già accaduto nella scorsa stagione venatoria, anche quest’anno il Tribunale Amministrativo di Cagliari ha vietato la caccia alla Lepre e alla Pernice sarda. La decisione è stata presa lo scorso 1° settembre a seguito del ricorso presentato dalle associazioni animaliste Gruppo di Intervento Giuridico, Wwf Italia, LAC e LAV Lega, con cui chiedevano la sospensione della parte del calendario venatorio 2018/2019 che riguarda lepre e pernice sarda.

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Anche quest’anno alla base del ricorso c’è la mancanza di dati certi sulla consistenza delle popolazioni di queste due specie, che secondo le indicazioni di ISPRA sono fondamentali per garantire un prelievo sostenibile.

E nonostante quest’anno la Regione si sia attivata per ottenere questi dati, grazie ad una collaborazione con l’Università di Sassari e con la predisposizione di un piano di censimento che riguarda la zone autogestite, il TAR ha deciso nuovamente di accogliere la domanda di misure cautelari avanzata dalle associazioni animaliste (qui il testo della sentenza del TAR) e basata sull’assurdo calcolo probabilistico, fatto moltiplicando il numero di cacciatori sardi per i carnieri massimi consentiti, che stima un’abbattimento potenziale di 71.974 lepri e 143.948 pernici in due giornate di apertura.

Le motivazioni con cui la Regione aveva consentito la caccia a Lepre e Pernice

Dopo che lo scorso anno il TAR aveva accolto un’analogo ricorso, quest’anno il Comitato Faunistico Regionale ha motivato la decisione di inserire lepre e pernice sarda nel calendario venatorio, discostandosi dal parere ISPRA, con le motivazioni che vi riportiamo di seguito (estratte dal calendario venatorio 2018/2019):

Relativamente alla mancata indicazione dettagliata delle condizioni relative alla caccia alla Pernice sarda e
alla Lepre sarda, per ciò che concerne lo status locale delle popolazioni e la predisposizione di piani di prelievo, il Comitato si discosta dal parere dell’ISPRA in quanto ritiene che:

  •  il calendario venatorio per le specie Pernice sarda e Lepre sarda (due mezze giornate, fino alle ore 14.00, nelle domeniche 30 settembre e 7 ottobre), con una forte limitazione del carniere giornaliero (1 lepre e 2 pernici), costituiscano da un lato una misura precauzionale sufficiente a garantire un periodo di “riposo biologico”, in quanto tra una giornata di caccia e l’altra è stato prevista una pausa di 6 giorni (divieto di caccia il giovedì), e dall’altro siano funzionali all’acquisizione di dati quali-quantitativi utili per la programmazione. Si riscontra inoltre che l’attività venatoria alla Pernice sarda e alla Lepre sarda viene esercitata da una esigua parte del totale dei cacciatori (mediamente inferiore a un terzo del totale). La restrizione di orario nelle succitate giornate è stata estesa, oltre che alla Pernice sarda e alla Lepre sarda, anche a tutte le altre specie. Si ritiene inoltre che la scelta dell’apertura generale della caccia al 30 settembre anziché al 16 settembre (terza domenica di settembre) possa soddisfare ampiamente le indicazioni fornite dall’ISPRA in merito alle date di apertura della caccia per la stragrande maggioranza delle specie: 1° ottobre. La scelta consapevole e prudenziale del Comitato è indirizzata proprio alla riduzione degli eventuali danni legati al caldo e siccità (anche se finora la stagione è estremamente piovosa) e al rischio di danneggiare nel mese di settembre eventuali covate tardive.
  • Il Comitato sottolinea al riguardo che la Regione Sardegna ha avviato una proficua collaborazione con l’ISPRA impegnato in questi mesi alla stesura del Piano di gestione nazionale della Penice sarda di prossima presentazione al MATTM.
  • La Regione Sardegna ha avviato un piano biennale di monitoraggio di Lepre sarda e Pernice sarda su aree campione (in collaborazione con l’Università di Sassari) che ha portato ad ottenere i primi indici quantitativi sulle due specie.
  • Il Comitato Faunistico Regionale propone di avviare nelle zone in concessione per la caccia autogestita (che in Sardegna hanno un estensione di 245.204 Ha pari al 10,6% della SASP), un percorso di responsabilizzazione che porti alla stesura di piani di prelievo commisurati alla dinamica delle popolazioni di Pernice sarda e Lepre sarda sulla base di statistiche venatorie e dei monitoraggi standardizzati. Ciò consentirà, nelle more dell’applicazione della normativa vigente (adozione di un PFV regionale), di attuare una forma di caccia programmata quantomeno in una porzione rappresentativa del territorio sardo. Tali attività verranno coordinate dalle Amministrazioni Provinciali che a loro volta potranno avvalersi dell’Università di Sassari per la formazione del personale coinvolto. Le stesse Amministrazioni Provinciali coordineranno inoltre i censimenti in alcune zone libere alla caccia avvalendosi sempre di personale formato dall’Università di Sassari e in alcuni istituti di protezione (Oasi e Zone Temporanee di ripopolamento e catture). Tutti i dati raccolti verranno trasmessi all’ISPRA a conclusione della stagione venatoria e potranno servire per l’aggiornamento o l’implementazione del succitato Piano di gestione.

Queste motivazioni evidentemente per i giudici del TAR non sono risultate sufficienti. Dunque, per effetto della decisione del Tribunale Amministrativo, nei giorni 30 settembre e 7 ottobre in tutta la Sardegna non saranno cacciabili la Lepre e la Pernice sarda. La trattazione collegiale del ricorso è stata fissata per il 3 ottobre, ma il presidente regionale del CPA, Marco Efisio Pisanu, ha fatto sapere che è già al lavoro per chiedere l’anticipo prima del 30 settembre dell’udienza e che continuerà la linea difensiva intrapresa dal CPA per cercare di riaprire la caccia a queste due specie. Di seguito la nota dell’Associazione Caccia Pesca Ambiente.

Ai Cacciatori Sardi

In merito al provvedimento emesso sabato 1° Settembre dal Tar Sardegna, che ha sospeso la caccia alla lepre ed alla pernice, vi comunichiamo che il C.P.A. continuerà con la linea difensiva intrapresa.

Siamo veramente rammaricati per ciò che è accaduto, non riusciamo a capire perché il Presidente del Tar ha deciso di sospendere la caccia a lepri e pernici senza darci la possibilità di replicare a ciò che dicevano gli ambientalisti.

È bene precisare che abbiamo ancora possibilità che la caccia a queste due specie venga riaperta entro il 30 Settembre, e noi ci stiamo già lavorando.

Ci resta la magra consolazione che il Tar non ha accolto il ricorso per quanto riguarda la caccia al coniglio.

Lunedì o martedì al massimo presenteremo le memorie difensive con richiesta di udienza prima del 30 Settembre, con la speranza che il Giudice accolga le nostra istanza.

Ales, 1° Settembre 2018

Il Presidente Regionale
Marco Efisio Pisanu

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