Abruzzo, la Regione ha deciso la stagione venatoria inizierà il 2 ottobre

Dopo la sentenza del TAR che ha limitato i periodi di prelievo di ben 20 specie, oggi la Regione ha comunicato la sua decisione in merito alla data d’inizio della stagione venatoria 2019/2020. Nonostante la sentenza del TAR non abbia “toccato” alcune specie (Tortora, Merlo e Corvidi) che da calendario potevano già essere cacciate a partire dal 15 settembre (e quindi il loro prelievo poteva essere autorizzato fin da ora) la Regione ha preferito far iniziare ufficialmente la stagione venatoria il prossimo 2 ottobre.

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Il comunicato della Regione

Il motivo è riportato nel comunicato pubblicato sul sito della Regione, che recita: “Stante la necessità di acquisire il giudizio VINCA, al fine di evitare ulteriore contenzioso, si comunica che con la nota Prot. 269897 del 27 settembre 2019 è stato chiesto al Comitato Via di esprimersi sul calendario venatorio 2019/2020 approvato con la DGR. N. 497/2019, tenuto conto dell’Ordinanza TAR Abruzzo n. 189/2019. Pertanto, fino all’adozione di un nuovo provvedimento che consentirà l’esercizio dell’attività venatoria dal 2 ottobre 2019, si comunica che prima di tale data la caccia non può essere svolta”.

Il Commento dell’Assessore Imprudente

La decisione assunta dalla Regione era stata anticipata ieri dall’Assessore Emanuele Imprudente, che aveva così commentato a caldo la sentenza:  “Il verdetto del Tar conferma la validità complessiva del calendario adottato dalla giunta regionale, tanto che solo per alcune specie è stata sospesa la caccia vagante a settembre e a gennaio. Nonostante tutte le polemiche, le accuse e le risatine sulle presunte bocciature ad inchiostro rosso o nero – ha spiegato Imprudente – l’ordinanza, per la quale mi ritengo soddisfatto, conferma la validità complessiva del documento predisposto. Gli uffici ora hanno lo scopo di consentire l’apertura della caccia a partire dal prossimo 2 ottobre, già è stato convocato il comitato Via per il 30 settembre”.

“L’assenza di un aggiornato piano faunistico venatorio – ha aggiunge Imprudente – così come recita l’ordinanza del Tar, è alla base delle modifiche da apportare. Ricordo a me stesso che il Piano Faunistico, seppur strumento complesso che necessita di tempi congrui per la redazione, rivendicato dal precedente governo regionale come grande risultato, è stato approvato a scadenza di legislatura scorsa, quando hanno avuto 5 anni di tempo, e con la successiva procedura di consultazione ancora aperta: fino ad aprile sono pervenute centinaia di osservazioni, vagliate dagli uffici regionali e sulle quali l’Ispra sta rendendo la valutazione combinata finale”.

​”Ho chiesto in tempi brevissimi la calendarizzazione della discussione del Piano in consiglio regionale – ha concluso Imprudente – per la quale ho la disponibilità di gran parte dell’assise, anche oltre il perimetro della maggioranza, e intendo giungere all’approvazione formale al più presto con la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti e con la massima partecipazione. Torno a ribadire che non giova ad alcuno farne slittare l’adozione”.

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