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Caccia al cinghiale in Toscana, botta e risposta tra ArciCaccia e FIdC toscana

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Continua il botta e risposta tra ArciCaccia Nazionale e Federcaccia Toscana sulle modalità d’assegnazione alle squadre delle aree per la caccia al cinghiale e su quanto avrebbe affermato in merito il Presidente Nazionale ArciCaccia, Sergio Sorrentino, al tavolo tecnico riunitosi in Regione lo scorso 17 marzo. Dopo le critiche avanzate da FIdC Toscana, secondo cui Sorrentino avrebbe sostenuto che le aree vocate per la caccia al cinghiale non devono essere assegnate direttamente alle squadre ma estratte a sorte di volta in volta, e dopo la smentita di ArciCaccia, che ritiene l’interpretazione di Federcaccia una “manipolazione maldestra della riunione tenutasi il 17 marzo”, FIdC torna a ribadire punto per punto i contenuti del proprio comunicato del 20 marzo.

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ARCI CACCIA: TEMPO DI VERITA’, MA SENZA DIRE BUGIE. LE RETROMARCIE, INOLTRE, SONO ANCHE APPREZZABILI.

La Federcaccia Toscana conferma punto per punto i contenuti del proprio comunicato del 20 marzo circa le esternazioni del Presidente di Arci Caccia, Sergio Sorrentino, in occasione dell’incontro del 17.03.2017 in Regione. Affermazioni, udite dai presenti, con cui Sorrentino reclamava la necessità di escludere l’assegnazione diretta alle squadre delle aree di caccia al cinghiale, propugnando dunque, solo ed esclusivamente, i metodi del sorteggio e della rotazione.
Chiosava poi, il Presidente Sorrentino a mo’ di rafforzativo di quanto affermato, che con la rotazione ed il sorteggio si otterrebbe trasparenza e correttezza e che questa essendo la posizione di Arci Caccia in tutt’Italia non si capiva perché in Toscana l’assegnazione avrebbe dovuto essere diretta.

Se poi Arci Caccia ha cambiato opinione ed ora sostiene l’assegnazione diretta ne prendiamo atto con sincero piacere: alla riunione del 17 marzo, però, la posizione di Sorrentino fu ben diversa. Va detto per amor di verità, non certo per polemica.

I partecipanti alla riunione potranno confermare tutto quanto assai meglio di uno scritto erroneamente definito “verbale” da Arci Caccia ma che in realtà, come chiarito con gli stessi uffici coinvolti ed al proposito interpellati, consisteva in semplici “appunti”. Appunti poi singolarmente diffusi al solo Sorrentino.

Vale la pena ricordare, anche a chi è meno addentro alle modalità di un corretto svolgimento di pubbliche riunioni, che un verbale, per essere tale, deve essere approvato. Non è un’opzione o un cavillo: è un obbligo giuridico. Può essere letto (eventualmente integrato e/o corretto dai partecipanti alla riunione) ed approvato in riunioni successive oppure alla fine della riunione di riferimento, ma in ogni caso approvato. Il che non corrisponde, come ben s’intende, allo “scritto” poi chiamato verbale.
Quegli appunti “erroneamente” promossi al rango di verbale – divenuti la foglia di fico per nascondere le parole realmente pronunciate da Sorrentino e che non fanno alcun cenno ad esempio alle considerazioni esposte alla riunione dal rappresentante di Federcaccia Toscana che motivava il meccanismo dell’assegnazione diretta proprio con l’esigenza di assicurare una gestione responsabile ed efficace, cura del territorio, prevenzione dei danni – aspettano adesso dalla Regione una cortese precisazione. Necessaria per restituire serenità e buoni risultati al confronto in atto.

Firenze, 22 marzo 2017

Federcaccia Toscana

Photo Credit: Philippe Morant (License)

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