Campania, il TAR blocca la proroga per la caccia al cinghiale

La Regione aveva dato la possibilità di svolgere le battute di caccia al cinghiale fino al 31 gennaio, ma il TAR ha sospeso la delibera

Per i cacciatori della Campania non c’è stato quasi neanche il tempo di leggere il testo della delibera con cui la Giunta regionale aveva posticipato la chiusura della caccia al cinghiale, che già il TAR ne aveva sospeso l’efficacia in via cautelare. La delibera approvata lo scorso 29 dicembre, infatti, è stata sospesa dal tribunale amministrativo di Napoli in tempi record, il 31 dicembre, a seguito del ricorso presentato del WWF.

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Cosa prevedeva la delibera

Come già fatto da altre regioni anche la Campania aveva scelto di prorogare la stagione di caccia al cinghiale, spostando la chiusura dal 31 dicembre al 31 gennaio. L’obbiettivo era quello di recuperare le giornate di caccia perse a causa dei blocchi agli spostamenti imposti dai decreti anti-contagio varati dal Governo a novembre e dicembre.

La regione aveva previsto la possibilità di cacciare il cinghiale esclusivamente in battuta nei giorni 7, 10, 14, 17, 21, 24, 28 e 31 gennaio. In questo modo i cacciatori campani avrebbero potuto svolgere le 35 giornate previste originariamente dal calendario venatorio.

La delibera eliminava anche il vincolo per i cacciatori iscritti alle squadre di caccia al cinghiale di non esercitare altri tipi di caccia nelle giornate autorizzate per le battute e correggeva un errore di forma presente nel calendario venatorio 2020/2021, ossia il termine di caccia fissato per diverse specie (Fagiano, Volpe, Turdidi e Acquatici) al 30 gennaio invece che al 31.

La decisione del TAR

Il Tribunale di Napoli, però, ha deciso di sospendere la delibera avallando la richiesta avanzata dal WWF di misure cautelari monocratiche, seguendo il solito copione già visto in molti altri ricorsi. Le associazioni animaliste sfruttano la richiesta di provvedimento cautelare ben sapendo che il TAR, se non può esprimersi sul ricorso prima che la delibera diventi efficace e se ritiene che vi sia estrema gravità e urgenza tale da non consentire neppure la dilazione fino alla data della camera di consiglio, riterrà opportuno sospendere l’efficacia del decreto fino alla trattazione collegiale, onde evitare danni al patrimonio faunistico.

Nel caso specifico, la decisione del TAR stupisce soprattutto perché le modifiche introdotte avevano ricevuto anche il parere positivo di ISPRA. Purtroppo, però, la trattazione collegiale non avverrà prima del 26 gennaio, quindi anche se il Tribunale ritenesse corrette le scelte prese dalla regione, la conslusione della stagione di caccia al cinghiale sarà ormai compressa.

Qui potete leggere l’ordinanza del TAR e il decreto regionale con il relativo allegato.

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5ommenti

  1. Io mi chiedo se la campania faccia parte dell’Italia oppure no ,visto che altre regioni hanno prorogato la caccia e non se ne è accorto nessuno, né il WWF,né le associazioni animaliste e ambientaliste .queste ultime aprono gli occhi solo sulla campania per tutte le cose, non tenendo conto che è sempre la regione più penalizzata di tutte.poi parliamo di emergenza cinghiali : perché il WWF non si preoccupa della caccia di selecontrollo ,la quale è incostituzionale e permette anche di andare a caccia ai selecontrollori nei giorni di silenzio venatorio ? Infine voglio ricordare che la legge 157/92 consente alle Regioni di programmare nel calendario venatorio la caccia al cinghiale dal 1 ottobre al 31 dicembre o dal 1 novembre al 31 gennaio,quindi la proroga non è fuori legge, se si tiene conto dei giorni persi per il blocco causato dal covid ,e le giornate perse dalle squadre a causa al cattivo tempo.

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