Il Game Fair 2021 ha riaperto il settore degli eventi fieristici venatori

Nello scorso weekend a Grosseto, dopo quasi due anni stop, si è svolta la prima fiera venatoria post Covid di una certa rilevanza nazionale, con un evento che ha riunito buona parte del mondo rurale. Mattia l'ha visitata per noi e qui ci racconta le sue impressioni

Dal 10 al 12 Settembre si è svolto in Maremma, nella caratteristica e brulla campagna di Braccagni, il Game Fair, evento che ormai da qualche anno segna l’inizio della stagione di caccia e contemporaneamente chiude gli appuntamenti fieristici del settore. È stata senza dubbio un’edizione dal sapore speciale perché ha rappresentato, dopo quasi due anni di stop forzato a causa della pandemia, finalmente la riapertura al pubblico di una mostra mercato di rilevanza nazionale dedicata alla caccia e all’outdoor.

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Già al venerdì, giorno in cui ho avuto l’occasione di visitare la fiera, l’affluenza di pubblico è stata considerevole anche grazie all’ampia offerta d’intrattenimento che ha visto coinvolti artisti di varie discipline cinofile, della falconeria, la mostra dei mezzi blindati e degli equipaggiamenti dell’Esercito Italiano, nonché stand gastronomici da molte regioni d’Italia e la partecipazione attiva di varie sigle e aziende del settore.

Beretta, Benelli e Franchi

Dal punto di vista prettamente venatorio gli stand specializzati presenti erano quelli di Beretta, Benelli e Franchi che aprivano sostanzialmente il giro dei visitatori e li accoglievano con una varietà considerevole e ben strutturata di fucili, carabine e accessori che rappresentano a oggi il meglio sul mercato delle rispettive aziende.

Dagli specialisti di Benelli alle novità a canna rigata Lupo ed Endurance BEST a disposizione per essere scoperte, maneggiate, brandeggiate, godute dai tanti appassionati, fino ai curatissimi Franchi semiautomatici nelle tante configurazioni degli Affinity 3 e Affinity 3.5, le molte varianti della carabina Horizon, la linea Trap di Beretta, assoluto riferimento mondiale, che nel proprio stand ospitava anche i marchi appartenenti allo stesso gruppo ma incentrati sulla canna rigata, Sako e Tikka.

Insomma, da vedere e da maneggiare c’era abbastanza da potersi togliere diversi sfizi e curiosità accompagnati anche dai numerosi e preparati addetti delle case armiere. Ma ci tengo a sottolineare come il Game Fair non sia solo la fiera della caccia ma, in modo lungimirante e forse da tenere presente per i tempi a venire, inserisce l’attività venatoria all’interno di un mondo ben più ampio che è quello della vita rurale, agreste, naturale, a contatto con l’ambiente.

Una fiera che riunisce il mondo rurale

E così dagli stand delle eccellenze della caccia, cui a dire il vero vanno aggiunte le 12 linee di tiro che permettevano di provare i fucili in mostra su trap e percorsi caccia di ogni genere e difficoltà, si passava quasi senza accorgersene a una sorta di grande fattoria didattica con animali da stalla e da cortile di ogni genere che quasi si mischiavano ai tanti e bellissimi esemplari di piccioni addestrati per la caccia dei colombacci portati in mostra dagli allevatori. Una parte importante delle aree espositive è stata riservata anche alla vendita al dettaglio di calzature, indumenti, accessori da caccia sia di marche nazionali e internazionali, sia da parte di artigiani che proponevano manufatti di qualità ricercata.

Camminando nella grande area aperta della fiera i visitatori accedevano poi alle aree dedicate alla coltivazione e all’allevamento (che costituiva sostanzialmente un’anteprima piuttosto corpulenta della dedicata Fiera del Madonnino 2022) con grandi e tecnologiche macchine agricole in mostra, recinzioni per l’allevamento e addirittura aziende specializzate nella tartuficoltura.

Elencare tutte le attività sarebbe impossibile e pure esercizio fine a se stesso, ma visitare il Game Fair permette al cacciatore sia di vedere, maneggiare, provare armi, ottiche, tecnologie, indumenti e tutte le creazioni di alto livello che oggi il mercato e le aziende italiane leader nel settore possono offrire, ma anche e forse soprattutto di inquadrare la propria passione, la propria attività, all’interno di una galassia ampia che include tutti gli innamorati della vita realmente a contatto con l’ambiente circostante e i frutti che può offrirci, dai pascoli ai tartufi, dai cinghiali alle coltivazioni di frumento, dai funghi all’allevamento dei cani: chiunque interagisca e ami la vita forestale è forse bene che capisca di far parte di un mondo che ha tante sfaccettature e tante risorse in ragione delle quali si può cooperare, preservare e magari attraverso tutto ciò, prosperare.

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