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Il Senatore Bruzzone porta la revisione dei Key Concepts in Senato

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Il Senatore Francesco Bruzzone, responsabile federale del Dipartimento Caccia della Lega, lo scorso mercoledì 24 ottobre è intervenuto in aula al Senato presentando un’interrogazione parlamentare in merito alla procedura di revisione dei Key Concepts nazionali, che vede il nostro Ministero dell’ambiente impegnato ad inviare entro fine mese i nuovi dati sui periodi di migrazione alla Commissione europea.

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Nel suo intervento il Senatore Bruzzone ha denunciato la paradossale situazione dei Key Concepts italiani, che dal 2001 stabiliscono che nel nostro Paese gli uccelli migratori sono più precoci nell’inizio della migrazione di circa un mese e mezzo rispetto agli stessi migratori degli altri Paesi del bacino del Mediterraneo.

Questo il testo integrale dell’intervento del Senatore Bruzzone.

“Signor Presidente, ho chiesto di intervenire per qualche minuto a fine seduta per segnalare la situazione certamente paradossale in cui si trova il nostro Paese dal 2001. Mi rendo conto che è una questione di carattere tecnico, che però investe direttamente oltre 700.000 cittadini italiani e tutti gli italiani che sono interessati alla gestione dell’avifauna migratrice nel nostro Paese e in particolare in tutti i Paesi del bacino del Mediterraneo.

Dal 2001 i dati cosiddetti scientifici, che io non ritengo tali, proposti all’Europa dal nostro Paese statuiscono che gli uccelli migratori sono più precoci di circa un mese e mezzo rispetto agli stessi migratori degli altri Paesi del bacino del Mediterraneo. La scienza è una cosa seria e non può avere nulla di paradossale. Purtroppo siamo in questa situazione e ne è responsabile una scelta, che io ritengo più politica che non scientifica, effettuata a suo tempo dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) o, per meglio dire, dall’istituto che prima si chiamava in modo diverso e che oggi è diventato ISPRA.

L’intervento è finalizzato a segnalare due tipi di esigenze. In primo luogo ho presentato in data odierna un’interrogazione, di cui auspico arrivi velocemente la risposta e non si segua l’iter che è stato adottato per un interrogazione presentata ad agosto, più o meno sullo stesso tema, che ad oggi non ha ricevuto alcuna risposta da parte del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. In secondo luogo, siccome entro la fine del mese di ottobre il nostro Ministero dell’ambiente deve segnalare alla Commissione europea i nuovi dati e la revisione di questi dati scientifici, auspico che una volta per tutte lo si faccia seriamente e ci si adegui ai dati scientifici degli altri Paesi e di tutti gli istituti universitari italiani, affinché ci sia un’omogeneità, per tenere in considerazione le fasi di vita degli uccelli migratori. Se l’impostazione dovesse continuare a essere quella per cui l’Italia si dissocia dal resto del mondo scientifico europeo e da tutti gli istituti universitari italiani che si sono adoperati in questo senso saremmo nuovamente di fronte ad una scelta politica, che invece deve essere completamente abbandonata, perché tutti dobbiamo attenerci, anche nell’interesse della biodiversità, ai dati scientifici e all’interesse generale. Non possiamo più continuare a essere derisi, a livello europeo, per come è stata l’Italia fino ad oggi e per come purtroppo rischia di essere anche negli anni futuri”.

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