Lombardia, caccia sospesa nei siti Natura 2000 di Brescia, Cremona e Lecco

Il tribunale di Milano ha sospeso anche il prelievo di Pavoncella e Moriglione in tutto il territorio regionale

I cacciatori lombardi temevano che potesse essere bloccata l’attività venatoria in tutta la regione, ma alla fine è arrivata “solo” la chiusura della caccia nei siti della rete “Natura 2000” situati nelle provincie di Brescia, Cremona e Lecco, e la sospensione del prelievo di Pavoncella e Moriglione in tutto il territorio regionale.

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È questo il risultato del ricorso presentato al TAR di Milano dalla LAC, che puntava a far chiudere la caccia in Lombardia per la mancanza del procedimento di valutazione ambientale (VINCA) sul calendario venatorio regionale.

Cos’è il VINCA

Per chi non lo sapesse il VINCA è un procedimento di carattere preventivo, previsto dalla Direttiva europea n. 1992/43/CE (direttiva habitat) al quale è necessario sottoporre qualsiasi piano o progetto che possa avere incidenze significative su un sito o su un’area geografica proposta come sito della rete Natura 2000.

Nel novembre 2019 in sede di Conferenza Stato-Regioni, su proposta del Ministero dell’Ambiente, sono state adottate le Linee guida nazionali per la valutazione d’incidenza“, in cui è previsto che la procedura di VINCA si applichi a tutti i piani, programmi, progetti, interventi e attività la cui attuazione potrebbe generare incidenze significative sui siti Natura 2000, anche se non direttamente connessi alla relativa gestione, compresi i calendari venatori.

l Ministero dell’Ambiente ha poi chiarito che i calendari venatori possono essere non soggetti al VINCA, qualora sia già stata sottoposta alla valutazione d’incidenza ambientale la pianificazione faunistico venatoria regionale.

Caccia sospesa nei siti Natura 2000 di Brescia, Cremona e Lecco

Fortunatamente il Tribunale di Milano, grazie alla copiosa documentazione fornita Federcaccia Lombardia (intervenuta nel ricorso ad opponendum) ha potuto constatare che in nove della dodici province lombarde i piani faunistici sono stati sottoposti al VINCA.

Invece, nelle provincie di Brescia, Cremona e Lecco, la valutazione di incidenza ambientale non è stata effettuata, motivo per cui il TAR ha sospeso la caccia nei siti Natura 2000 in questi territori.

Vi raccomandiamo di prestare attenzione perché tali aree, in cui ora è vietata la caccia, non sono tabellate. Sul geo-portale della regione Lombardia (questo il link) potete consultare la cartografia dettagliata dei siti Natura 2000 e delle altre aree protette presenti in regione Lombardia.

Sospeso il prelievo di Pavoncella e Moriglione 

Il tribunale amministrativo della Lombardia, come già accaduto in molte altre regioni italiane, ha deciso anche per la sospensione del prelievo di Pavoncella e Moriglione. I motivi sono sempre gli stessi: l’inserimento delle due specie, all’interno dell’accordo sulla conservazione degli uccelli acquatici migratori dell’Africa-Eurasia (AEWA), fra quelle considerate in uno stato di conservazione sfavorevole e la richiesta del Ministero dell’ambiente di escluderle dall’elenco delle specie cacciabili.

Noi, come tutti i cacciatori italiani, restiamo sempre in attesa che il Ministero dell’Ambiente, come richiesto dalla Commissione Europea, si degni di redigere i piani d’azione nazionali per la conservazione della Pavoncella e Moriglione, che hanno un ruolo cruciale per la salvaguardia di queste due specie e in cui può essere prevista una gestione adattativa del prelievo venatorio.

La delusione di ACMA

Nonostante Federcaccia Lombardia abbia espresso molta soddisfazione per il risultato ottenuto, sono molti i cacciatori delle 3 province interessate dalla sospensione che abitualmente cacciano in SIC e ZPS a essere rimasti delusi dalla decisione assunta dal TAR.

Delusione sottolineata anche in un comunicato di ACMA, Associazione Cacciatori Migratori Acquatici, che scrive: “Qualche dirigente venatorio considera queste specie minoritarie e sacrificabili in cambio di superiori interessi, ma per il comune cacciatore rappresenta un ennesimo segnale della poca considerazione che gli appassionati specialisti hanno. Per chi caccia sui laghi Garda, Iseo, Varese ecc. il cui carniere è rappresentato da oltre il 50% da tuffatori praticamente la stagione è finita e tutto il lavoro, l’impegno, gli oneri, la passione sono stati spesi inutilmente e a loro vanno aggiunti i tanti appostamenti fissi per cui queste specie rappresentavano un’ambita variante. Nei comunicati non vi è alcuna presa di posizione o impegno in difesa anche di tutti loro, oltre al principio che senza giustificate motivazioni i divieti non possono essere imposti”.

Qui il testo integrale del comunicato.

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5ommenti

  1. Siti natura 2000? Ma dove sono? Cosa sono? Chi li ha voluti? A cosa servono? Cosa proteggono o salvaguardando? Booooooooooooohhhhh…….???? Non si sa. A caccia tutto l’anno. W la caccia sempre.

  2. Ennesima porcata contro la caccia. Ci vogliono tutti bracconieri, nonostante il pagamento di fior di quattrini di tasse? A buon intenditor……

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