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L’orso, Il Parco d’Abruzzo, il Patom, le ZPS, i monti Ernici e la Regione Lazio

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Franco Zunino, Segretario Generale dell’Associazione Italiana Wilderness, commenta la recente delibera emanata dalla Regione Lazio (n. 687/2016) per la protezione degli habitat e dell’Orso bruno marsicano.

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wildernessL’ORSO, IL PARCO D’ABRUZZO, IL PATOM, LE ZPS, I MONTI ERNICI E LA REGIONE LAZIO

La Regione Lazio ha recentemente emanato una Deliberazione (15 novembre 2016 n. 687) per, così dire, regolarizzare gli impegni presi in merito alle Direttive UE ed al protocollo PATOM per la protezione degli habitat e dell’Orso bruno marsicano: una deliberazione tanto prolissa quanto inutile e, soprattutto, inefficace ed inapplicabile per le ragioni per cui è stata presa. Ragioni che, forse, si annidano più in pressioni sulla politica da parte di certo mondo ambientalista che non sulla sua necessità per la finalità primaria per cui è stato emanato, che è la protezione dell’Orso marsicano in Regione Lazio. O, quanto meno, per rispettare impegni che non potendosi imporre per ragioni di democrazia, almeno salvi la faccia delle autorità regionali sul mantenimento di impegni che erano stati presi e che bisognava assolvere. Carta straccia, ma carta che permetterà alla politica di salvare la faccia di fronte all’Europa ed a chi sosteneva che bisognava fare qualcosa; quel qualcosa che, bisogna riconoscerlo, per ora i politici che governano il Lazio fortunatamente non hanno avuto il coraggio di imporre (perché sarebbe azione antidemocratica, checché ne pensino tanti ambientalisti!). In soldoni, si sarebbe voluto che la Regione Lazio ed il Partito di maggioranza che la amministra, IMPONESSERO il proprio settore di competenza dell’ “AREA CONTIGUA” del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ed il PARCO REGIONALE DEI MONTI ERNICI. Ma ciò, ovviamente, non è stato fatto semplicemente perché non era possibile farlo, e non tanto per il rispetto delle regole democratiche (su queste si sarebbe anche potuto sorvolare, com’è d’uso nel nostro Paese tutt’altro che democratico!) ma proprio per il doveroso rispetto della legge (confermata dalla Corte Costituzionale), che lo ha impedito: ovvero, perché senza l’assenso delle amministrazioni comunale coinvolte non si può istituire né l’Area Contigua del Parco Nazionale d’Abruzzo né il Parco Regionale dei Monti Ernici! Soprattutto non lo si è fatto perché le popolazioni locali vigilano e se mai venisse trovato il coraggio per delle misure impositive, i Partiti (o il Partito) che se ne facesse carico, rischierebbe poi una debacle alle prossime elezioni regionali a causa di una prevedibile ribellione di tutto il mondo rurale.

Ma vediamo quali commenti è il caso di fare alla prolissa Deliberazione di Giunta Regionale proposta dall’Assessore ai Rapporti col Consiglio Regionale, Ambiente e Rifiuti.

  1. Anziché pensare a difendere ed ha mantenere l’orso marsicano nel suo storico areale (almeno a memoria d’uomo) sollecitando il Parco d’Abruzzo a fare il suo dovere gestionale in merito, si vorrebbe mettere le mani sul territorio circostante dove l’orso si sta sbandando proprio a causa dell’errata gestione del territorio storico (scarso controllo al disturbo turistico, nessun aiuto alla pastorizia ed anzi penalizzazioni continue, nessun aiuto all’agricoltura o incentivazioni per favorirla), ovvero di quella che con termine aulicamente scientifico oggi è definita core area. Un’area storica che oggi (OGGI!) nella Deliberazione viene definita “non sufficiente” a mantenere l’attuale dimezzata popolazione, quando lo è stata per centinaia di anni! Addirittura si parla di allontanamento dei maschi di orso, quando essi non si allontanarono MAI in passato, quando avrebbero avuto ragione di farlo per… battere la “concorrenza”. Dando per assodata una verità che tale non è proprio perché non è dimostrabile: ovvero, che gli orsi nell’area Parco siano aumentati di numero e che quindi ciò crei quello sbandamento logico per ogni popolazione animale in crescita. Difatti, non di presenza di esemplari di una popolazione in crescita si tratta, ma di “sbandamento”, di una “emigrazione dispersiva” di tutta la popolazione.
  2. Nella Deliberazione si parla dell’esigenza e dell’ “individuazione” (non potendola imporre, che almeno la si programmi!) “di una forma adeguata di protezione dell’Area dei Monti Ernici”, ovvero di una nuova area protetta, quando nello stesso Piano d’Azione PATOM (ripreso dalla Deliberazione) sta scritto che per difendere l’orso marsicano “non sono necessarie altre aree protette”. Ovvero, la Deliberazione prevede cose che lo stesso PATOM esclude! A meno che, considerato che Assessore ai Rapporti col Consiglio Regionale, Ambiente e Rifiuti è il Consigliere Mauro Buschini, politico del frusinate (Alatri) notoriamente dichiaratosi (pubblicamente!) contrario ad un Parco ed invece sensibile alle istanze del mondo rurale, ed anche favorevole a delle Aree Wilderness comunali (sempre per sua pubblica dichiarazione), non si voglia puntare su questa scelta autonoma dei Comuni con riconoscimento regionale; sebbene ci sia il rischio che in Regione, per dare soddisfazione all’ambientalismo DOC che è ad esse contrario, non si studi poi una deliberazione che le chiuda alla caccia; chiusura non prevista dall’indirizzo mondiale di questa forma di Area protetta (cosa che sarebbe una iattura per il mondo venatorio, da anni impegnato ad impedire la nascita del Parco e che invece ben volentieri accoglie e sostiene una tutela mediante la designazione delle Aree Wilderness comunali).
    Gli ambientalisti premono da anni per un Parco Regionale per i Monti Ernici con la scusa di dover proteggere l’areale futuro dell’orso che lì potrebbe espandersi (ad oggi si tratta, e da sempre, di sporadici spostamenti stagionali di rari individui che poi regolarmente rientrano nei ranghi dell’area storica o core area). E si basa questa richiesta sul fatto di una necessità di vincoli protettivi; ciò quando i Monti Ernici sono da anni vincolati in vario modo, anche severamente, dai vincoli paesaggistici e forestali e, soprattutto, dalla Direttiva europea che li ha delimitati come Zona Speciale di Conservazione con vincoli ben precisi già stabiliti dalla stessa Regione Lazio. E da notare è che la stessa Unione Europea NON ABBIA MAI RICHIESTO una sua istituzione in Parco, né tanto meno una sua chiusura all’attività venatoria (peraltro già proibita in ben 3.500 ettari di Oasi Faunistica). Ed ovviamente IGNORANDO ASSOLUTAMENTE i già 5 settori di Aree Wilderness comunali per un totale di 8.000 ettari designate proprio per garantire ai Monti Ernici una duratura salvaguardia paesaggistico-ambientale con autonome, democraticissime ed anche legittime, decisioni consigliari (esiste una legge dello Stato che ribadisce questa potestà delle autonomie comunali, e le avalla: la n. 10/2013).
  3. Si parla e si programma di controlli e monitoraggi stradali per evitare la collisione di orsi con le automobili, quando STORICAMENTE nel Lazio c’è stato UN SOLO caso dubbio di collisione! E, soprattutto, quando già esiste una legge regionale che disciplina l’uso motorizzato delle strade montane ed agresti. Gravi poi le previsioni che verrebbero a penalizzare l’attività pastorale! Un’attività rurale che andrebbe invece incentivata proprio per favorire la presenza dell’orso.

In pratica, come già in Abruzzo, anche nel Lazio si fa politica sulla pelle dell’orso, e non si nulla di veramente utile, pratico e realizzabile per salvarlo!

Murialdo, 15 Dicembre 2016 Franco Zunino

Franco Zunino
Segretario Generale dell’Associazioni Italiana Wilderness

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