Ricorso TAR calendario venatorio piemonte

I Cacciatori piemontesi sono i più penalizzati d’Italia. Nuovo ricorso al TAR contro il Calendario Venatorio 2017/18

Anche quest’anno il Calendario Venatorio della Regione Piemonte colleziona l’ennesimo ricorso al TAR, presentato dalle Associazioni Venatorie piemontesi. È il terzo anno consecutivo che accade, e la notizia non sorprende, viste le assurde posizioni in materia di caccia assunte negli ultimi anni dalla Giunta regionale.


Una giunta che non ama i cacciatori

Evidentemente all’Assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Giorgio Ferrero, non sono bastate le sentenze del Tribunale Amministrativo degli scorsi anni, che nel 2015 e nel 2016 hanno imposto alla Regione di reinserire tra le specie cacciabili Fischione, Canapiglia, Mestolone, Codone, Marzaiola, Folaga, Porciglione, Frullino, Pavoncella, Moretta e Combattente. Ne tanto meno è bastata la manifestazione che lo scorso anno ha riempito Piazza Castello di Cacciatori. Ferrero ha preferito continuare a marciare su una rotta palesemente avversa alle proposte avanzate dal mondo venatorio.

E così, nel dicembre scorso, per aggirare le sentenze del TAR (con un gesto che pare di sfregio non solo verso i cacciatori piemontesi ma anche verso la giustizia), la Giunta ha vietato il prelievo delle suddette specie acquatiche con un provvedimento legislativo ad hoc. Imitando quello che aveva già fatto un anno primo con Pernice Bianca, Lepre Variabile e Allodola, eliminate dall’elenco delle specie cacciabili (fortunatamente contro questi provvedimenti le Associazioni di categoria hanno già presentato ricorso al TAR, il cui esito è atteso è atteso per il prossimo 14 giugno).

Per poi continuare sulla stessa rotta con il calendario venatorio 2017/2018.

Un nuovo ricorso

Calendario contro cui Federcaccia Piemonte, Enalcaccia ed EPS hanno annunciato di aver dato mandato per presentare un nuovo ricorso: “Il documento, presentato dall’assessore Giorgio Ferrero e votato dalla Giunta nello scorso mese di aprile – si legge nel comunicato diffuso dalle Associazioni – “viene contestato per il suo contenuto fortemente discriminante nei confronti dei cacciatori piemontesi, costretti ad affrontare l’ennesima stagione venatoria penalizzati rispetto ai colleghi d’altre regioni italiane in termini di specie cacciabili, carnieri, date d’apertura e chiusura”.

Infatti il nuovo Calendario, oltre ad escludere le specie già citate, presenta altre pesanti limitazioni a cui devono sottostare i cacciatori piemontesi rispetto ai cacciatori connazionali. Eccone alcune:

  • Apertura alla migratoria il 1° di ottobre, anziché alla terza domenica di settembre
  • Chiusura turdidi al 10 gennaio, anziché il 31 gennaio
  • Chiusura delle poche specie acquatiche rimaste cacciabili (Germano reale, Gallinella d’acqua e Alzavola) al 10 gennaio anziché al 31 gennaio
  • Chiusura Beccaccia e Beccaccino al 31 Dicembre, anziché al 31 gennaio
  • Carniere massimo per le specie migratrici (escluse Beccaccia, Tortora e Quaglia) 8 capi al giorno e 50 a stagione, anziché i classici 25 capi di migratoria a giornata.
  • Negli ATC caccia consentita nelle sole giornate di Mercoledì, Sabato e Domenica, invece che tre giorni a scelta del cacciatore
Il Commento di Bruno Morena

“Il ricorso era un atto dovuto” ha detto il Presidente di Federcaccia Piemonte Bruno Morena, i nostri cacciatori meritano rispetto, e con Regione Piemonte questo non avviene. E’ già il terzo anno consecutivo che siamo costretti a ricorrere al TAR, e sebbene questi ci dia sempre ragione ed imponga la modifica del calendario, l’assessore Ferrero pare non tenerne conto, perpetrando ogni volta nell’errore.

“Al dialogo noi abbiamo sempre creduto” ha aggiunto Morena, “e da quando sono nate le regioni la politica e il mondo venatorio piemontese l’hanno sempre avuto; certo tra alti e bassi, ma con reciproco rispetto. Ora non è più così, e la Regione sembra impegnarsi solo più ad imporre le sue volontà, dimenticando come la caccia piemontese non costi un euro di denari pubblici ai contribuenti, essendo pagata e sostenuta integralmente dai cacciatori.”

Non resta che attendere l’ennesima sentenza del TAR con la speranza che ridia un po’ di dignità al calendario venatorio, ricordando a tutti i cacciatori piemontesi che…. maggio 2019 non è poi così lontano!

Photo Credit Kevin Squeak (license)

Scritto da IoCaccio.it

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