Trentino Alto Adige

Trentino-Alto Adige, il Consiglio dei Ministri ripristina e rafforza le competenze provinciali in materia di caccia

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Il Consiglio dei Ministri lo scorso 25 Novembre ha approvato due decreti legislativi che apportano modifiche e integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica n. 279/74 riguardante l’esercizio del prelievo venatorio in Trentino-Alto Adige e che in sostanza ripristinano e rafforzano le competenze legislative esclusive in materia di caccia delle provincie di Trento e Bolzano.

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DISCIPLINA DELLA CACCIA NEI PARCHI

In particolare, il primo decreto specifica le funzioni di pianificazione, regolazione e controllo delle Provincie sulle forme di caccia esercitabili in Trentino-Alto Adige e demanda alle leggi provinciali la disciplina di modalità e procedure che consentono l’attività venatoria all’interno dei parchi naturali istituiti dalle Provincie. Sarà quindi di competenza provinciale disciplinare l’esercizio della caccia nei parchi naturali.

MODIFICHE ALL’ELENCO DELLE SPECIE CACCIABILI

Il secondo decreto prevede che il Presidente della Provincia autonoma possa disporre temporanee variazioni dell’elenco delle specie cacciabili stabilito dalla normativa statale, dopo aver effettuato, in linea con il quadro normativo europeo, la valutazione della consistenza della specie in rapporto allo specifico territorio considerato, al fine di garantire la tutela degli interessi ambientali. Tali variazioni sono disposte d’intesa con il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, previo parere dell’Ispra e sentito il Ministero per le politiche agricole.

IL COMMENTO DI ARNO KOMPATSCHER

“Dopo lunghe trattative è stato raggiunto un risultato significativo per l’Alto Adige. Le norme permettono una gestione più autonoma dell’attività venatoria verso la conservazione di un equilibrio sostenibile tra fauna selvatica e habitat, obiettivo condiviso da ambientalisti e cacciatori”, commenta il Presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher.

IL COMMENTO DI UGO ROSSI

“Con questa decisione il rischio di vedere compresso l’esercizio della nostra Autonomia in questa delicata materia, manifestatosi dopo la modifica al Titolo V della Costituzione nel 2001, è stato scongiurato – sottolinea il presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi. “Nei rapporti con il Governo abbiamo riscontrato un’ampia disponibilità ad accogliere le nostre richieste, che rappresenta anche un riconoscimento della buona gestione dell’ambiente e delle risorse naturali da parte del Trentino”.

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