Umbria, approvato il Piano Faunistico Venatorio 2019-2023

Dopo l’adozione in via provvisoria dello scorso luglio, l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato in via definitva il Piano faunistico venatorio regionale 2019-2023. E’ un passo importante che oltre ad organnizare l’attività venatoria per i prossimi 5 anni può portare al via libera della preapertura 2019/2020.

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Infatti, proprio per l’assenza di un Piano Faunistico venatorio aggiornato lo scorso anno il TAR aveva bloccato la preapertura della stagione venatoria e per lo stesso motivo quest’anno la Regione ha deciso di non inserire la preapertura nel calendario venatorio 2019/2020, attendendo l’approvazione del PFVR. Ora che è avvenuta la Regione potrebbe autorizzare con una delibera la preapertura della stagione.

Di seguito vi riportiamo la scheda pubblicata sul sito della Regione che riporta le finalità del nuovo Piano Faunistico Venatorio.

Il nuovo Piano Faunistico Venatorio è stato redatto sulla base del precedente. Effettua la riunificazione di quanto già previsto nei Piani delle due Province (che hanno di nuovo in capo la gestione della materia), e approfondisce alcuni aspetti relativi alla pianificazione territoriale. In aggiunta c’è un corposo studio sullo status della fauna selvatica in Umbria sulla base del quale sono state fatte le scelte sulle zone di ripopolamento, le oasi, le aree di rispetto venatorio e gli appostamenti. Altri elementi di novità introdotti sono la formazione delle guardie venatorie e degli stessi cacciatori, oltre all’adeguamento delle normative rispetto alle prescrizioni del nuovo Psr in materia di tutela dell’ambiente.

Il Piano ha come obiettivi principali la tutela e il recupero della biodiversità e si pone come nuovo ed aggiornato punto di riferimento delle strategie per ottimizzare la pianificazione faunsitco venatoria. Inoltre punta al conseguimento delle densità ottimali e alla conservazione delle popolazioni di fauna selvatica, attraverso la riqualificazione delle risorse ambientali e la regolamentazione del prelievo venatorio.

Il Piano, oltre all’analisi faunistico-ambientale, considera l’insieme delle dinamiche sociali ed economiche nelle quali è inserito e con le quali deve interagire. In particolare punta a comporre le diverse esigenze che animano le categorie sociali del mondo venatorio e agricolo, ma anche quelle di ambientalisti, ricercatori, educatori e formatori ambientali, utenti del turismo escursionistico e non solo.

Il nuovo piano aggiorna e migliora il precedente sulla base delle attività di ricerca, coordinamento e raccolta dati dell’Osservatorio Faunistico Regionale, struttura di coordinamento, raccolta ed elaborazione dei dati faunistici a livello regionale.

Lo scopo principale del Piano è quello di coordinare ed armonizzare tutti gli interventi di gestione e pianificazione riguardanti la fauna selvatica presente sul territorio regionale.

Gli Strumenti Funzionali sono:

  • linee di indirizzo e coordinamento con precise indicazioni per conseguire l’omogeneità e l’uniformità delle normative emanate a livello regionale;
  • la costante raccolta, controllo ed analisi degli interventi gestionali programmati nell’ambito conservazionistico ed in quello venatorio;
  • l’individuazione delle metodologie da utilizzare per il monitoraggio ed il controllo delle popolazioni di fauna selvatica;
  • la predisposizione e il continuo aggiornamento di un archivio cartografico tematico di base, riguardante tutte le componenti dell’habitat che interessano ed influenzano la presenza e la distribuzione della fauna selvatica sul territorio, nonché dei dati di presenza faunistici sul territorio.

Gli Ambiti d’Influenza del Piano:

  • Natura e Biodiversità: individuazione delle aree di rilevante interesse da sottoporre a tutela faunistica; Interventi orientati al miglioramento degli ecosistemi; Contenimento dei rischi derivanti dalla presenza/introduzione di specie critiche;
  • Attività agro-forestali: interventi di miglioramento ambientale e svolgimento delle normali attività di coltura con piccoli accorgimenti per il rispetto della fauna;
  • Pianificazione del territorio e interventi antropici: individuazione delle criticità nella connettività ecologica; indicazioni per conservazione, ripristino e incremento della connettività;
  • Sicurezza pubblica: per quanto riguarda specie che causano incidenti stradali o danni all’ambiente naturale (boschi, alvei, vegetazione lacustre) o all’agricoltura.

Le risorse finanziarie necessarie per le attività di programmazione e gestione faunistica, derivano dai proventi delle tasse pagate dai Cacciatori. La Regione Umbria conta circa 27mila possessori di licenza di caccia e le associazioni venatorie, che ne riuniscono una parte, hanno un importante rilievo sociale.

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