Cacciatori, santi o demoni?

A volte siamo abituati a vedere il bicchiere mezzo pieno, o a volte preferiamo credere alla “verità” più comoda o a quella che ci rifila la scatola nera che regna sovrana in ogni casa di ogni italiano (la TV).

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Il mondo venatorio (quello che riguarda i cacciatori) è da tempo vessato da fiumi di parole (come citava la nota canzone che vinse san remo anni fa, per caso) negative, e la cosa più divertente che mai e poi mai il mondo venatorio si è difeso, in modo corretto, e soprattutto non si è mai fatto capire per quello che è veramente. Colui che governa nei momenti difficili la fauna selvatica (casi di siccità o di nevicate abbondanti a portar cibo acqua e foraggiamenti alla fauna selvatica), il primo a metter fine ai problemi causati dai nocivi o dalle specie alloctone (sono quelle che non dovrebbero girovagare sul territorio nazionale ma importate, per volere o per forza da altri stati del mondo) quello che in somma ci mette sempre una pezza e gratis.

La caccia in Italia è regolamentata da una legge la 157, o legge quadro, che è stata realizzata qualche “secolo” (passatemi la battuta) fa, mai utilizzata al 100% e nemmeno però mai adeguata ai cambiamenti climatici e di migrazione degli animali stessi, in particolar modo della avi fauna migratrice.
Come poter andare avanti, quando istituti come Ispra, non riescono ad avere la forza economica (e per me anche la voglia) per realizzare controlli e censimenti e inoltre manco la forza di presentarsi davanti alla presidenza del consiglio dei ministri per poter adeguare le specie cacciabili sul territorio nazionale, sempre troppo comodo chiudere e toglierne (adesso nel mirino ce ne sono 19) calcolando le 39 specie cacciabili in Italia, togliendo quelle, uhm secondo me, la quadra non torna più.

Calcolando che solo in Francia (come ricordato più volte da me) ci sono solo 60 specie cacciabili e la maggior parte sono proprio quelle migratrici e uccelli vari che in Italia fanno parte delle specie particolarmente protette (che bischerata). Adesso si sta lavorando per portare a conoscenza Ispra & c. dei censimenti effettuati, che dimostrano ampiamente lo stato di eccezionale qualità di parecchie specie non cacciabili sul territorio nazionale, specie che iniziano anche a dare “fastidio” al mondo agricolo (oca selvatica esempio) .

E proprio l’oca selvatica/lombardella, cacciabili in tutta europa, per non dire in tutto il mondo, sarebbe ora di iniziare un protocollo per inserirle nel calendario venatorio 2016/17 con crismi e regole ad OC, comprese anche però le sanzioni in caso dei soliti furbetti (e di quelli come in tutte le cose in Italia, ce ne sono…forse un po troppi)..certo non posso dire che siamo angeli puri e casti, assolutamente no, a prescindere in Italia con le regole che abbiamo, starci è veramente difficile, rasentano la deficienza pura, ma ci si prova e ci si riesce con molti sacrifici….comunque apportare delle modifiche e allargare le specie cacciabili potrebbe rendere un duplice servizio….allentare il collare a strozzo ben tirato messo ai cacciatori veri (si lo fanno per fermare il bracconaggio, ma il bracconaggio non lo fermi strozzando il mondo venatori vero, smettono i veri, e rimangono i bracconieri, quelli che poi alle regole, non ci stanno) e cercare di mettere paletti precisi sul nuovo che avanza, per tagliare meglio questi “rami secchi”.

Chi vivrà vedrà, adesso a breve si arriverà ad affrontare il problema nutria, in modo esponenziale, per una eradicazione totale, che non potrà mai avvenire, per colpa dell’astuzia del “nobile topone” e perché soprattutto, da noi (vero e unico nemico mortale della nutria) l’inverno e il ghiaccio, non ci sono più.

Mirco Costa
Presidente
 Quackers Italia & Irsuto Team

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