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FIDC Veneto, critica la mobilità venatoria proposta da Berlato

Farà sicuramente discutere il comunicato, riportato di seguito, con cui Federcaccia Veneto critica la proposta di modifica alla legge regionale sulla caccia per introdurre in Veneto la mobilità venatoria, fatto dal Consigliere Sergio Berlato.

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Rivolgendosi ai Consiglieri del Veneto, FIdC sollecita interventi a favore delle cacce in deroga e di una mobilità venatoria alla selvaggina migratoria da appostamento che la stessa FIdC definisce “rispettosa della legge nazionale e non frutto di iniziative demagogiche“.

FIdC interviene, inoltre, sulla proposta che potrebbe arrivare in Consiglio regionale e che darebbe la possibilità alle Associazioni Venatorie riconosciute solo a livello regionale di entrare a far parte dei comitati direttivi degli ATC e dei CA: “Alla luce della sentenza del TAR – ammonisce Federcaccia – questo non è possibile. Se verranno approvate nuove leggi non rispettose della L.N. 157/92, Federcaccia sarà pronta a ricorrerà in tutte le sedi opportune per riportare la legalità in materia di caccia nella regione Veneto”.

Di seguito il testo integrale del comunicato di Federcaccia Veneto

Preg.mi Consiglieri,
con la presente vorremmo portare a Vostra conoscenza la posizione di Federazione Italiana della Caccia in riferimento agli ultimi progetti di legge approvati in Terza Commissione che vanno a modificare le leggi sulla caccia in Veneto.

Da qualche anno è presente in Regione Veneto, per quanto riguarda la caccia alla selvaggina migratoria, una proposta da inserire nel nuovo Piano Faunistico, fatta dalla maggioranza delle Associazioni Venatorie presenti in Veneto dove si prevede la possibilità della mobilità per la caccia alla selvaggina migratoria per un certo numero di giornate solo da appostamento. Federcaccia Veneto ritiene che la nuova proposta, approvata già in Terza Commissione, non osservi i dettami della legge 157/92 (vorremmo capire se l’ufficio legale ha dato parere favorevole) poiché fa venire meno la programmazione della caccia ed in alcune realtà potrebbe andare a mettere in discussione sicuramente anche l’indice di densità venatoria.

Pensiamo al mese di ottobre dove nelle località di maggior passo potrebbero, non essendoci la programmazione, ritrovarsi centinaia di cacciatori migratoristi che metterebbero in difficoltà chi esercita la caccia alla selvaggina stanziale. Sarebbe importante sapere se è stato valutato il disturbo che possono arrecare alla selvaggina stanziale i cacciatori che, pagando la sola quota alla selvaggina migratoria in un ambito, possono liberamente muoversi con i propri cani in tutto il territorio del Veneto dal 1 ottobre.

Come queste potremmo elencarvi molte altre situazioni negative che verrebbero a crearsi.
Questo per dire che Federcaccia, che è di gran lunga la prima associazione venatoria in Veneto per numero di iscritti e rappresenta a livello nazionale oltre il 50% dei cacciatori, è d’accordo sulla mobilità alla selvaggina migratoria poiché siamo stati tra i primi promotori, ma in maniera programmata ed organizzata come si fa in tutte le altre Regioni d’Italia.

Vorremmo poi che prestaste la vostra attenzione anche sull’eventuale proposta che potrebbe arrivare in Consiglio, sulla possibilità che Associazioni Venatorie riconosciute solo a livello regionale possono far parte dei comitati direttivi degli ATC, dei Comprensori Alpini o delle Riserve Alpine. Alla luce della sentenza del TAR questo non è possibile. Se verranno approvate nuove leggi non rispettose della L.N. 157/92, Federcaccia sarà pronta a ricorrerà in tutte le sedi opportune per riportare la legalità in materia di caccia nella regione Veneto.

Non vorremmo che tutto questo movimento per modificare alcune leggi fosse un tentativo maldestro di coprire la mancata applicazione delle cacce in deroga, che anche quest’anno hanno avuto parere negativo dell’ISPRA. Ci auguriamo non sia così.
Noi vogliamo le cacce in deroga e la mobilità alla selvaggina migratoria da appostamento, ma rispettose della legge nazionale, altrimenti qualche pseudo ambientalista può impugnare i provvedimenti e deroghe e mobilità durerebbero tre giorni al massimo. Non vogliamo prendere in giro ed essere presi in giro da chi cerca solo il voto di noi cacciatori, ma non porta avanti in modo concreto i nostri interessi.
La demagogia non abita certamente in casa nostra.

Fonte Federcaccia

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