Sicilia, approvato il calendario venatorio 2019/2020. Uno dei peggiori d’Italia

L’articolo è stato aggiornato in data 3 settembre con le modifiche introdotte dalla Regione in data 30 agosto.

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La Regione Sicilia ha approvato il calendario venatorio per la stagione di caccia 2019/2020. Dopo le sentenze del TAR e del Consiglio di Giustizia Amministrativa che lo scorso anno avevano imposto pesanti limitazioni al calendario venatorio, quest’anno la Regione ha scelto di uniformarsi a tali decisioni emanando uno dei peggiori calendari venatori d’Italia.

Tra le novità negative troviamo, l’eliminazione della Tortora dalle specie cacciabili in preapertura, l’apertura per la Quaglia al 2 ottobre, l’anticipo della chiusura per Anatidi e Turdidi al 20 gennaio e il posticipo dell’apertura al 2 ottobre, l’anticipo della chiusura per la Beccaccia al 11 gennaio e il posticipo dell’apertura al 10 ottobre.

Inoltre, la Sicilia è stata l’unica Regione che ha tolto dall’elenco della specie cacciabili il Moriglione e la Pavoncella, come richiesto dal Ministero dell’Ambiente. Assurdo anche il divieto di caccia imposto nei Siti Natura 2000 e nelle zone contigua a queste aree (una fascia di rispetto di 150 metri).

Di seguito tutti i dettagli del calendario venatorio.

Preapertura

Nella stagione 2019/2020 i soli cacciatori residenti in Sicilia potranno cacciare in preapertura le specie Colombaccio, Ghiandaia e Gazza, nei giorni 1, 4 e 5 settembre, nella sola forma d’appostamento. Rispetto alla passata stagione è stata eliminata la possibilità di cacciare in preapertura la Tortora, il Merlo e la Volpe.

I periodi di caccia

L’apertura generale della stagione venatoria per i cacciatori residenti in Sicilia è fissata per il 15 settembre, anche se sono poche le specie che apriranno in tale data. I cacciatori extra regionali, invece, potranno cacciare a partire dal 16 settembre e non potranno esercitare l’attività venatoria nei periodi compresi tra il 17 e il 31 ottobre e tra il 10 novembre e il 9 dicembre.

Questi i principali periodi di caccia:

  • Tortora dal 15 settembre al 31 ottobre
  • Colombaccio dal 15 settembre al 16 gennaio (a gennaio solo d’appostamento)
  • Ghiandaia, Gazza dal 15 settembre al 15 gennaio (a gennaio solo d’appostamento)
  • Merlo dal 2 ottobre al 30 dicembre (a dicembre solo d’appostamento)
  • Allodola dal 2 ottobre al 30 dicembre (a dicembre solo d’appostamento)
  • Volpe dal 15 settembre al 30 gennaio (a gennaio solo d’appostamento)
  • Quaglia dal 2 al 31 ottobre
  • Alzavola, Canapiglia, Codone, Fischione, Germano Reale, Mestolone, Moriglione, Folaga, Gallinella d’acqua, Porciglione e Beccaccino dal 2 ottobre al 20 gennaio (l’anno scorso apriva il 16 settembre e chiudeva il 30 gennaio)
  • Beccaccia dal 10 ottobre al 11 gennaio (l’anno scorso apriva il 16 settembre e chiudeva il 30 gennaio)
  • Cesena, Tordo bottaccio e Tordo sassello dal 2 ottobre al 20 gennaio (l’anno scorso apriva il 16 settembre e chiudeva il 30 gennaio) (a gennaio solo d’appostamento)

Coniglio selvatico

Per il coniglio selvatico, il cui prelievo l’anno scorso è stato sospeso dall’ordinanza del TAR, la regione ha previsto un periodo di prelievo che va dal 15 settembre al 30 novembre. Il prelievo però dovrà essere autorizzato da uno specifico provvedimento che sarà emanato dall’Assessore all’agricoltura in seguito all’esito del censimento che si sta svolgendo sul territorio regionale.

Cinghiale

La caccia al Cinghiale potrà essere esercitata dal 2 novembre al 30 gennaio, nei giorni di lunedì, mercoledì  e giovedì (negli ATC ME2 e PA2 anche il sabato), nella forma di caccia collettiva con la formazione di squadre iscritte presso la Ripartiazione Faunistica Venatoria competente per territorio. La Regione emanerà uno specifico provvedimento entro il 2 ottobre per regolamentare la caccia al cinghiale in forma collettiva.

Inoltre, il cinghiale potrà essere cacciato in forma libera, esclusivamente d’appostamento temporaneo, nel periodo che va dal 2 novembre al 31 dicembre, ad esclusione della domenica.

Siti Natura 2000

Il calendario venatorio 2019/2020 prevede anche delle restrizioni per i Siti Natura 2000: l’attività venatoria sarà vietata in queste aree e per una fascia di rispetto di 150 metri contigua, ad eccezione delle aree dove l’attività venatoria è espressamente consentita dal Piano Faunistico Venatorio. Anche in questo caso la Regione emanerà uno specifico provvedimento per regolamentare la caccia nei siti Natura 2000 dove consentita.

Carnieri

Per ogni giornata di caccia ogni cacciatore potrà abbattere complessivamente 15 capi di selvaggina, rispettando comunque i limiti giornalieri e stagionali riportati di seguito:

  • Quaglia carniere giornaliero massimo 5 capi (stagionale 25)
  • Coniglio selvatico carniere giornaliero massimo 1 capi (stagionale 15) 
  • Allodola carniere giornaliero massimo 10 capi (stagionale 40) 
  • Tortora carniere giornaliero massimo 5 capi (stagionale 20)
  • Codone, Beccaccino, Mestolone carniere giornaliero massimo 5 capi (stagionale 25)
  • Beccaccia carniere giornaliero massimo 3 capi (stagionale 20)

Al link seguente potete consultare il testo integrale del calendario venatorio.

Qui il testo integrale del Calendario Venatorio 2019/2020 della Sicilia

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5ommenti

  1. Comincio col dire che la figura del cacciatore viene spesso additata come causa della scomparsa dei volatili minori, quando sono le ghiandaie onnivore, le gazze,le martore,che,aumentando incontrollate insidiano i nidi limitando il ricambio generazionale.
    Continuo,sostenendo che non viene contemplata la necessaria funzione della caccia come limitazione dei nocivi,ma da piccoli ci hanno raccontato cappuccetto rosso che non sarebbe vivo se il cacciatore non lo avesse salvato dal lupo. Faccio notare che lo spropositato aumento dei colombacci non è di certo imputabile alla caccia che li ha risparmiato, ma ad un fattore chiamato EVOLUZIONE lo stesso che non ci fa più vivere nelle caverne .Mi appello a coloro che NON CONOSCONO I DANNI di questi volatili a volte peggio delle cavallette
    per l’AGRICOLTURA e per l’ecosistema a danno di altre specie.
    SOSTENGO che è un’eresia affrontare la gestione della fauna migratoria solo in contesto regionale,quando in MACEDONIA o in AFRICA viene decimata.
    CONCLUDO non vedendo la differenza fra animali liberi e quelli allevati ,anche se gli ultimi vengono consumati senza scrupoli
    anche se non arrecano danni.
    SOTTOLINEO che non si fa certo unna bella figura a castrare sempre il cacciatore non vedendone l’utilità.

  2. La regione Siciliana ha perso completamente la dignità di Ente pubblico. Un ente che si rispetti garantisce l’esercizio di un diritto che concede a fronte di un pagamento. Invece lo nega per compiacere questi pseudoambientalisti che prendono i soldi dalla Regione non li versano

  3. Mi vergogno di essere un cacciatore siciliano e non poter onorare la memoria di tanti cacciatori, tra cui mio padre che mi ha insegnato a rispettare la natura e a conoscerla……. nonché l’arte venatoria di cui andavo fiero.
    Mi sento mortificato e complice di un sistema burocrate e meramente politico, lontano dalla nobile arte della caccia.

  4. HO COMBATTUTO PER ANNI PER FAR CAPIRE CHE LA CACCIA VA GESTITA DAI CACCIATORI SICURAMENTE FORMATI MA DA
    CACCIATORI ESPERTI CHE CONOSCONO OGNI LUOGO DELLA NOSTRA TERRA, SOLO UN CACCIATORE ESPERTO PUO’ EFFETTUARE
    UN CENSIMENTO A TAPPETO SULLE AREE DOVE E’ STATO SEMPRE PRESENTE IL CONIGLIO, E’ UN ASSURDO COME SI FA A NON
    CAPIRE SE C’E’ UN CENSIMENTO IN CORSO IL CONIGLIO NON PUO’ ESSERE INSERITO NEL CALENDARIO E’ COSI’ ELEMENTARE
    DA CAPIRE EPPURE L’ASSESSORE DICE DI AVER FATTO TUTTO IN REGOLA TENENDO CONTO IL CRITERIO ESPRESSO DALL’ ISPRA
    ASSESSORE NON E’ L’ ISPRA CHE FA IL CALENDARIO VENATORIO.
    IL DISCORSO E’ TROPPO LUNGO HO ORGANIZZATO PER ANNI TROPPE RIUNIONI ANCHE IMPONENTI DOVE CI SIAMO FATTI
    VERAMENTE SENTIRE, A TUTT’OGGI VENGO INVITATO ANCORA PER ANDARE A PROTESTARE A DUE GIORNI DALL’APERTURA.
    TEMPO SCADUTO MI DISPIACE. LA CACCIA IN SICILIA SI PUO’ RIPRENDERE SOLO CON L’AUTOGESTIONE UNA SOLA ASSOCIAZIONE DI CACCIATORI SICILIANI CHE DECIDONO ANNUALMENTE IN MANIERA LEGALE RIPOPOLAMENTI CALENDARIO E QUANT’ALTRO.

    1. Sono totalmente d’accordo con te. Le associazioni venatorie servono solo a rilasciare assicurazioni e a fare confusione tra loro.

  5. Nulla da dire in quanto questo calendario venatorio sembra fatto da persone che hanno qualche problema e quindi capendo poverini il loro stato di non capire quello che fanno mi permetto da buon cristiano il perdono. Mai infierire su persone che devono curarsi..

  6. Atto vergognoso , la Regione Sicilia in mano ad incompetenti e piccoli burocrati, emanano un calendario venatorio disastro, facevano più figura se chiudevano definitivamente la caccia ! Musumeci e c. Abbonati ormai ai disastri uno dopo l’altro , dalle geniali soluzioni delle discariche per il ritiro rifiuti, con fiumi di danaro , ( e quì gli ecologisti, verdi .. tutti muti) a tanti altri atti disastro e questo ora è la ciliegina sulla torta. Quando non si hanno le competenze, le intelligenze, le capacità di governare, in tutta onestà dovrebbero dimettersi e non attaccarsi alle poltrone.. che noi cittadini paghiamo

  7. sono due anni che la regione sicilia ci frega con il calendario che lo pubblicano dopo che ci fanno fare il versamento di 84 euro ,pubblicando bozza del calendario alla fine per noi extra regionali arriva la batosta che ci trattano come extra comunitari e non extra regionali bisogna disertare gli atc siciliani x far capire che non arriveranno centinaia di mila euro dagli extra comunitari dico extra comunitari perchè commercianti che ancora ignari non fanno una rivolta x salvaguardare i loro interessi perchè ogni cacciatore cosi ci trattano mi dispiace di tutti gli albergatori è commercianti ogni cacciatore che arriva in sicilia spende dalle 400 euro 500 euro fatevi due conti commercianti siciliani e albergatori quando vi dovete muovere la caccia nelle altre nazioni è un business invece in sicilia viene limitata

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