Veneto, sospeso il prelievo di Pavoncella e Moriglione. Salvo il resto del calendario

Anche il Veneto si unisce a Toscana, Sardegna e a tutte le altri regioni in cui è stato sospeso il prelievo di Pavoncella e Moriglione. Lo ha deciso il tribunale amministrativo di Venezia che, in attesa della trattazione di merito del ricorso (che ha già portato al blocco parziale delle preapertura), ha sospeso in via cautelare il prelievo venatorio di queste due specie.

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La motivazione è sempre la stessa: la mancanza a livello nazionale di specifici piani d’azioni per la tutela di Pavoncella e Moriglione (per chi vuole approfondire, abbiamo già trattato l’argomento a questo link). 

Il ruolo del Ministero dell’Ambiente

E’ interessante notare come il Ministero dell’Ambiente, che da tempo latita sulla stesura dei piani d’azione, si sia costituito in giudizio per sottolineare che, citando l’ordinanza del TAR, “la Commissione Europea ha chiarito che la caccia per specie in cattivo stato di conservazione va sospesa quale che sia la ragione di tale cattivo stato, quindi anche se non dipendente dalla caccia in sé.”

Il MATTM, quindi, invece che occuparsi di redigere dei piani d’azioni per la salvaguardia di queste due specie, attraverso cui potrebbe essere autorizzato un prelievo sostenibile (almeno per la pavoncella), preferisce avallare un ricorso animalista per sospenderne il prelievo venatorio nonostante questo non sia la principale causa del cattivo stato di conservazione.

Noi ci chiediamo, cosa succederà quando Moriglione e Pavoncella non saranno più cacciabili? Il passato ci insegna che finiranno per essere dimenticate. Non essendoci più portatori d’interessi nessuno si occuperà più della loro tutela e le popolazioni di queste due specie continueranno inesorabili a calare. Per questo è essenziale che il MATTM rediga dei piani di azione che puntino a risolvere i veri problemi che sono alla base della loro riduzione numerica.

Salvo il calendario venatorio. Soddisfazione da ACV-CONFAVI

E’ salvo, invece, il resto del calendario venatorio per cui le associazioni animaliste avevano richiesto una sospensione integrale (come già avvenuto il Liguria). In questo caso il TAR ha ritenuto che le motivazioni del ricorso fossero infondate vista la validità del piano faunistico venatorio regionale già sottoposto integralmente al VAS:

Soddisfazione è stata espressa dall’Associazione Cacciatori Veneti-Confavi che ha sottolineato come la scelta avallata da tutte le associazioni venatorie riconosciute del Veneto di presentarsi congiuntamente assieme alla Regione per resistere in giudizio davanti al TAR, abbia portato a ottenere il respingimento del ricorso. Per ACV-Confavi è “una dimostrazione di come si possano vincere le battaglie unendo le forze tra tutte le associazioni venatorie riconosciute e tra tutte le realtà portatrici della Cultura rurale”.

Qui il testo integrale dell’ordinanza del TAR.

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